Record dell’ora: ingegnere di Sorso ha progettato le “ali” di Ganna
Luca Oggiano e i dettagli dell’aerodinamica della bici: oggi il tentativo in Svizzera
Sassari Oggi nel borgo svizzero di Grenchen ci sarà un tifoso speciale per Filippo Ganna della scuderia Ineos Grenadiers, il campione di ciclismo che dalle 20 sarà impegnato nel tentativo di battere il Record dell’Ora fissato il 19 agosto scorso da Dan Bigham sullo stesso circuito: 55,548 km. Si tratta di un ingegnere di Sorso, il 42enne Luca Oggiano, cui in caso di successo dell’impresa sportiva che verrà tentata nella pista in pino siberiano del velodromo elvetico potrebbero essere attribuiti parte dei meriti. Il tecnico sardo, che abita in Norvegia dove lavora per l’università delle scienze di Trondheim e si occupa di energia eolica, è il Ceo di NablaFlow, azienda specializzata in simulazioni aerodinamiche, che guida il progetto incentrato su Ganna .
Nel 2017 da capo progetto aveva creato le tute del Team Sky (oggi Ineos) del supercampione Froome, ora ci riprova con Ganna. «Tramite la squadra e la mia azienda che utilizza il software AeroCloud, molto diffuso in F1 – spiega Oggiano – e grazie ai partner che sono Pinarello per la bicicletta, Byoracer per le tute, Kask per i caschi, abbiamo realizzato un pacchetto completamente innovativo per Filippo. Lo scopo? Farlo andare il più lontano possibile riducendo al minimo la resistenza aerodinamica. Tutti e tre i prodotti sono stati sviluppati lavorando sulla sua figura: il casco e la tuta in particolare, ma anche la bici - che per regolamento deve essere un modello in commercio, ma ne esistono solo tre esemplari: costo 60mila euro… - è stata simulata con la scansione 3D, quindi disegnata su di lui».
Il rapporto tra sport e biologia marina è sorprendente: «In particolare la zona del reggisella utilizza i cosiddetti tubercols, zigrinature nate dallo studio delle caratteristiche della pelle di un tipo di balena – dice Oggiano – che possiede delle protuberanze nelle pinne in grado di diminuire la resistenza idrodinamica e nuotare con maggiore efficienza specie in virata. E anche le protesi frontali della bici nella zona dei gomiti del ciclista, a “bocca di squalo”, hanno un effetto simile, producendo dei vortici che interagiscono con le gambe dell’atleta».
La tuta è stata ottimizzata esattamente su Filippo: «Comprende una serie di materiali a strati multipli ottimizzati non solo sulla conformazione fisica ma anche sulla posizione che assume pedalando. Per fare questo abbiamo trasformato Ganna in un... cartone animato per cercare la posizione ideale dal punto di vista aerodinamico. E anche il casco è tutto nuovo» racconta Oggiano. Chiamata Bolide F HR 3D, la bici sarà «la prima a essere stampata in 3D, cambierà completamente il paradigma dello sviluppo del mezzo, anche perché alcune forme come manubrio e reggisella in titanio non sono ricreabili in altro modo».
Oggi anche Oggiano sarà in Svizzera «a tifare per Filippo, possibilmente per abbracciarlo e festeggiare al termine di un viaggio davvero incredibile. Ho iniziato a lavorare con lui da quando era campione italiano, gli sono stato a fianco quando abbiamo, pardon ha, vinto titoli mondiali, sarebbe il coronamento del lavoro fatto in questi tre anni». Lapsus freudiano su quell’abbiamo, si sente parte di queste vittorie? «Allo 0,5 per cento, noi cerchiamo solo di dargli quell’extra in più per battere questo genere di record, ma per il resto contano ancora le gambe».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
