La Nuova Sardegna

L'anniversario

Bitti due anni dopo la tragedia si affida all’“angelo custode”

di Simonetta Selloni
Bitti due anni dopo la tragedia si affida all’“angelo custode”

Cerimonia di commemorazione delle vittime del 2020

28 novembre 2022
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Bitti Due anni fa, il 28 novembre era sabato. La pioggia era iniziata alle 8.30 del mattino, e poi era cresciuta, e cresciuta fino a diventare una bomba d’acqua e fango, mudflow la chiamano i geologi. Erano bastate sei ore perché le conseguenze innescate dai 340 millimetri di pioggia caduti, quattro volte tanto il ciclone Cleopatra, si portassero via tre vite, quelle di Giuseppe Mannu, 55 anni, l'allevatore travolto nel suo pick-up, Lia Orunesu, 90 anni, travolta sulla porta di casa, Giuseppe Carzedda , 89 anni, infermo, sorpreso nel suo letto. Cedimento dei canali tombati, costruiti cento anni prima senza pianificazione del rischio idrogeologico: dal canale di Lampione, a sud, per via Cavallotti e poi piazza Asproni, via Brigata Sassari; da sud-ovest, via Brescia e poi giù fino alla parte bassa del paese.

Ieri Bitti ha ricordato la tragedia del 28 novembre 2020 affidandosi all’angelo custode, “El angel de la guardia”, il murale dell’artista Diego Asproni, per ricordare le vittime, coltivare la memoria e rafforzare il senso della comunità. Il punto è capire cosa sia stato fatto in questi due anni per mettere in sicurezza il paese, sotto il profilo della mitigazione del rischio idrogeologico e quindi infrastrutturale. Se gli interventi urgenti, a sostegno del patrimonio mobiliare e immobiliare dei privati, ossia abitazioni principali e attività e auto, sono stati portati a termine a tempi di record – 140 macchine risarcite e oltre il 95 per cento dielle 146 praticheper case e attività evase –, la messa in sicurezza è una partita ancora aperta. Che riguarda innanzitutto il ripristino e l’adeguamento della rete dei canali, spazzata via dall’alluvione.Il preventivo tra ristori immediati e interventi strutturali era stato calcolato in circa 120 milioni di euro, gran parte dei quali da destinare alle opere infrastrutturali per non rimettere il territorio nelle condizioni di fragilità in cui si è trovato.

I fondi sono stati già resi disponibili, tra Regione, Governo, Pnnr. Ma questi conti sono saltati per via dell’aumento delle materie prime: di recente il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini aveva detto che «È importante che il commissario per la mitigazione del rischio realizzi il primo stralcio legato ai progetti finanziati con 28 milioni di euro. Farebbero uscire Bitti dalla precarietà». L’assessorato ai Lavori pubblici, in capo al quale è la gestione della mitigazione del rischio idrogeologico, sta preparando il progetto preliminare delle opere, che dovrebbero andare in appalto entro il 2023.

Per realizzare gli interventi di mitigazione del rischio non sarà necessaria la Valutazione di impatto ambientale, richiesta per le opere extraurbane e la delocalizzazione di case e attività, ossia lo spostamento in un’altra zona del paese, per quelle poche impossibili da recuperare. Solo quando i progetti di mitigazione del rischio si concretizzeranno, si potrà guardare il cielo senza paura. Intanto, ci si affida all’angelo custode.


 

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