«Ecco come rafforzeremo il pecorino romano»
Pastore, direttore del Consorzio: «Momento d’oro, ma durerà?»
Sassari «Il Pecorino Romano attraversa un momento d’oro, ma non bisogna illudersi che debba necessariamente durare per sempre»: non è pessimismo quello del primo direttore del Consorzio di tutela della Dop, Riccardo Pastore, ma un contributo di sano realismo frutto della ventennale esperienza nel mondo della grande distribuzione organizzata. Il 59enne veterinario veneto è anche il primo “non sardo” a ricoprire un ruolo di vertice nell’organizzazione che ha il 95 per cento del territorio di produzione di questo formaggio proprio nell’isola. Ci si chiede il motivo della creazione di questa nuova figura: «Sono nuovo di questo mondo e di quello dei Consorzi - spiega Pastore - ma credo che ci si sia resi conto che a causa dell’evoluzione del mercato e di conseguenza a causa della necessità di cambiare l’organizzazione, per farvi fronte occorresse una nuova figura che potesse supportare il processo di adeguamento interno ma anche la figura oggi multifunzionale del presidente. L’obiettivo è gestire il Consorzio in forma strutturata per muoverci in maniera ottimale. La vedo e la vivo come un cambio culturale molto importante, ancora di più perché in questa scelta hanno optato per una figura esterna a questo mondo e addirittura proveniente da oltre i confini regionali. Nelle aziende questo si fa proprio per un discorso di innovazione, introducendo una persona che non è “inquinata” dai retaggi e dalla mentalità di quel mondo in maniera tale da portare una ventata di cambiamento. Nel mio caso si è ritenuto che l’esperienza di uno che viene dal mondo industriale e della Gdo possa essere utile per una struttura che sposa sia la parte produttiva che le logiche di lettura del mercato che poi si esplicano nelle attività promozionali, prerogativa del Consorzio insieme a quelle di consolidamento dei mercati».
Obiettivi? «Lavorare bene e soddisfare le attese del Cda, cioè realizzare ciò per cui mi hanno chiamato, cioè una riorganizzazione della struttura secondo principi adeguati al nuovo contesto di mercato e, aggiungo io, un miglioramento del servizio che il Consorzio dà ai propri associati, dal punto di vista informativo e formativo, ma anche una presenza che dia un feedback per la valorizzazione del prodotto».
Pastore viene dal mondo del food, ricoprendo ruoli in vari settori, e conosce anche il mondo horeca perché lo riforniva quando lavorava per l’industria: «Ciò che ho imparato nel mondo della Gdo è l’analisi del mercato e del comportamento dei clienti. Che sono poi quelli che fanno il mercato, quelli che fanno la spesa o mangiano in ristorante. La comunicazione è molto importante e in questo il Consorzio può fare tanto. Fa molta differenza per un prodotto che ha potenzialità, come le ha il nostro Pecorino Romano: ad esempio ha ottimi valori dal punto di vista nutrizionale, da vedere se vengono espressi in maniera corretta».
I rapporti con gli allevatori , che non sono stati dei migliori, e quelli con i consorzi a voi più vicini, Pecorino Sardo e Fiore Sardo? «Sono qui da poche settimane - dice Pastore - è ancora presto per approfondire il discorso. Per quanto riguarda gli altri consorzi posso dire solo che sicuramente occorre collaborare e puntare su una strategia comune. Buon senso mi dice che sono prodotti diversi e, perché no, si possono trovare linee di sviluppo utili a tutti».
Consorzi che vivono un momento meno florido rispetto a voi: «Sì, è vero, oggi è così, ma occorre tenere i piedi per terra, non è detto che il momento d’oro duri in eterno, i mercati cambiano in tempi molto più veloci di quanto possiamo immaginare, così come le generazioni dei consumatori, dei produttori, il contesto, e il Consorzio si deve strutturare per farvi fronte. Occorre tenersi pronti, monitorare il mercato e trovare politiche comuni e condivise per salvaguardare nel medio-lungo periodo condizioni remunerative per tutta la filiera, dall’allevatore al trasformatore al distributore. Abbiamo visto come proprio in questi ultimi anni siano successe cose tali da stravolgere la situazione, dalla crisi energetica ai costi delle materie prime, ma anche il Covid ha cambiato le logiche dei consumatori. Si stanno verificando eventi che hanno impatti forti e non necessariamente immediati – conclude Pastore _ bisogna stare attenti».
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