Le grandi cantine sarde reggono bene e le “new entry” sorprendono
Il quadro del mondo della produzione che emerge dalla guida Vitae. Presentazione del lavoro della delegazione dell’Associazione sommelier
Sassari Il mondo enologico regionale si ritroverà domani alle 10 a Cagliari nel palazzo del Banco di Sardegna, in viale Bonaria, per la presentazione della nuova guida Vitae edita dalla delegazione dell’Associazione sommelier italiana.
Un appuntamento che consentirà anche di fermarsi e fare il punto su un settore che in Sardegna continua a fare passi da gigante sia dal punto di vista delle produzioni e degli investimenti, sia della qualità. Un fattore, quest’ultimo, che il nuovo presidente dell’Ais Sardegna Antonio Furesi, succeduto nella carica a Roberto Dessanti, tiene a sottolineare: «Accanto alle grandi cantine e ai grandi vini che da anni ci accompagnano e che continuano a tenere alta la loro bandiera - dice - abbiamo notato con piacere le performance di nuove cantine che si sono guadagnate la ribalta già alla prima apparizione. Dalla guida emerge che le eccellenze tengono bene e ci sono anche delle new entry sorprendenti, con belle novità escono dai tradizionali percorsi dei vini a indicazione geografica e dai tradizionali “pilastri” quali il Vermentino, il Cannonau e il Carignano. Così come abbiamo segnali positivi dal mondo delle bollicine».
Una delle novità della guida è la parte introduttiva, curata dal giornalista specializzato Fabio Rizzari per tutte le edizioni regionali: «Il segnale è quello di una guida più moderna e agile, anche nella grafica. Rizzari è una grande firma dell’enologia italiana e la sua prefazione più che soffermarsi sulle caratteristiche più tecniche dei vini e della regione, è un viaggio emozionale all’interno dei territori. In più, abbiamo abbinato una nuova app molto completa, con oltre 3000 aziende recensite che diventerà strumento indispensabile per tutti i wine lovers».
La guida della Sardegna vede presenti circa sessanta cantine con 378 vini recensiti, tutti con degustazioni alla cieca. «L’impegno professionale è notevole _ racconta Furesi _, sia dal punto di vista dell’organizzazione sia dal punto di vista della redazione successiva delle recensioni che, egualmente, non si soffermano sulle semplici caratteristiche dei vini ma contengono anche una parte emozionale altrettanto importante. Cominciamo a programmare le varie tappe degustative dalla primavera e poi andiamo avanti a oltranza, non nego che l’impegno sia importante. E per questo la presentazione della guida è una tappa fondamentale della nostra associazione».
Associazione che, con la fine dell’emergenza covid, ha ripreso vigore ed è ripartita col turbo: «Sono molto soddisfatto della nostra attività anche se dobbiamo fare i conti su due versanti: smaltire gli arretrati di due anni, dove per cause di forza maggiore siamo andati a rilento, e la nuova programmazione. Attualmente in Sardegna gli iscritti sono quasi mille e i corsi sono in pieno svolgimento un po’ in tutte le sedi: a Sassari e Alghero abbiamo un terzo livello a Cagliari e Oristano stiamo facendo il primo e il secondo. L’identikit di chi si iscrive ai nostri corsi è vario, dipende anche dalle zone: in Gallura, per esempio, ci sono parecchi addetti ai lavori e questo probabilmente dipende anche dalla grande attività della stagione Costa Smeralda, poi ci sono sempre i curiosi e gli appassionati. Abbiamo anche partecipato a un evento sullo champagne a Cagliari che è andato esaurito in brevissimo tempo, in più stiamo cercando di sottoscrivere convenzioni con enti bilaterali del turismo che ci consentono di entrare nel settore dell’enoturismo e voglio anche sottolineare la collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Arzachena, dove siamo presenti e dove, con le limitazioni dovute alla presenza di minorenni, stiamo organizzando iniziative molto interessanti».
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