Sassari, va giù la qualità della vita. Cagliari città ideale delle donne
Cresce il capoluogo sardo, ma l’isola non eccelle. L’economista Guiso: «Basta guardare il Poetto e Platamona per capire la differenza»
Sassari Le variabili economiche sono importanti, i report e le statistiche raccontano molte cose sullo stato di salute di una città, ma alla fine la fotografia più aderente alla realtà la dà lo sguardo: «Basta fare una passeggiata al Poetto, e poi il giorno dopo a Platamona, per capire la differenza che passa tra Cagliari e Sassari». Luigi Guiso sarà pure un economista di fama internazionale, ma la lente dell’uomo della strada va dritta al segno. «Da una parte una città dinamica, in crescita, che insegue un progetto di valorizzazione e sviluppo, dall’altra Sassari che non riesce ancora ad essere altrettanto attraente».
Così, se la percezione visiva può essere un valido riassunto di ciò che 90 indicatori sociali ed economici vivisezioneranno nel dettaglio, allora non c’è da stupirsi se nella classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita in Italia Cagliari sale di due posizioni e ora è diciottesima. Mentre Sassari è in discesa di 5 gradini e con Oristano sono rispettivamente al 69° e al 70° posto. Nuoro invece si accontenta della 74esima posizione su una graduatoria di 107 città. In cima, come posti ideali dove mettere su casa, Bologna, Bolzano e Firenze. In coda, come centri urbani a una stella, Caltanisetta, Isernia e Crotone. Da parte sua, Cagliari, si ritaglia anche un piccolo record e vezzo di modernità: è la città in rosa. Il Sole 24 Ore la colloca sul podio podio al terzo posto dietro Monza-Brianza e Treviso nella nuova edizione dell'Indice della qualità della vita delle donne. Un balzo in avanti di 12 posizioni, visto che nella penultima edizione era 15esima. Non solo Cagliari è prima nella graduatoria per speranza di vita delle donne con 86,5 anni. E ancora è in vetta nello sport femminile in una classifica che tiene conto di numero di squadre, atlete e risultati. Cagliari ancora seconda in Italia per numero di amministratrici comunali, si arriva al 42,2% del totale.
«Ci sono stato a giugno – racconta Luigi Guiso – e la prima impressione che ho avuto è stata la pulizia. Sembra una valutazione banale, ma il decoro urbano è un test efficace sulle capacità dell’amministrazione comunale. Perché non credo che un cittadino cagliaritano abbia più senso civico di un sassarese. E allora, se la città trasmette una sensazione di ordine e pulizia, vuol dire che chi la governa ha fatto bene le cose». Una differenza simile passa tra Milano e Roma: «Le variabili macroeconomiche incidono poco sulla qualità della vita nelle singole città. Diciamo che l’aumento dei prezzi e del costo della vita si è spalmato in maniera piuttosto uniforme su tutto il Paese. Perciò uno dei fattori principali che va ad incidere sulla qualità della vita di una città è la sua amministrazione. Milano sino a qualche decennio fa era una città sporca, caotica, trafficata, e non aveva alcun appeal. Poi ha avuto la fortuna di imbroccare in alcuni sindaci lungimiranti che hanno cavalcato un bel progetto di rilancio. Sono stati riqualificati i Navigli, in maniera graduale Milano è diventata più bella e questa idea di sviluppo l’ha fatta riposizionare in alto nelle classifiche sulla qualità della vita. Lo stesso invece non si può dire per Roma. Città meravigliosa, dalle enormi potenzialità, ma in fin dei conti un po’ sporca e degradata. Votata a un turismo fatto di grossi numeri, ma con una clientela di basso livello che non porta benessere e ricchezza. Per scalare le classifiche come quella del Sole 24 Ore occorrono investimenti e progetti a lungo termine.Un centro storico attraente, ci devono essere iniziative culturali, attività sportive, eventi. Chi visita la città questo fermento deve percepirlo al primo sguardo. Cagliari sta andando nella direzione giusta, su Sassari c’è ancora da lavorare».
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