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Sanità

La paziente con un tumore: «Il farmaco per me non arriva». La Regione risponde: «Ora c’è»

La paziente con un tumore: «Il farmaco per me non arriva». La Regione risponde: «Ora c’è»

Una donna cagliaritana attende da novembre. Il caso sollevato da “Le Iene”

19 gennaio 2023
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Cagliari Dovrebbe avviarsi a una soluzione positiva la vicenda della donna del Cagliaritano, che attende da novembre un farmaco per la chemioterapia. Daniela è stata operata di tumore al seno, ma al momento di iniziare la cura le è stato proposto un farmaco che conteneva lattosio, sostanza a cui la donna è intollerante. Da qui la richiesta di un farmaco alternativo. Ma dal 30 novembre il farmaco non si è visto. Daniela, sostenuta nella sua battaglia dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Desiré Manca, ha rivolto un appello alla trasmissione “Le Iene” che martedì ha mandato in onda il servizio realizzato nell’isola. Secondo la ricostruzione de “Le Iene” Daniela ha dovuto sospendere la chemioterapia per uno shock anafilattico. Quindi ha cercato delle alternative: «Mi sono rivolta alle strutture competenti, ma invece di procurarmi subito il farmaco mi hanno proposto di fare la chemio normale aggiungendo del cortisone, che non posso assumere in quanto diabetica e affetta da altre patologie, rischierei la cecità. Dalla farmacia ospedaliera di Cagliari mi hanno detto che quel farmaco non poteva arrivare perché la ditta di Roma che lo produce era chiusa per ferie». Cosa non vera: la ditta al telefono ha ribadito la disponibilità del farmaco. Un farmaco dal costo di appena 220 euro, niente per salvare una vita: ma Daniela trova solo muri su muri. Si è persino offerta di pagarselo da sola, ma non è possibile perché va ordinato dalla farmacia ospedaliera. Scrive una pec all'assessore alla sanità, Carlo Doria, ma non riceve nessuna risposta. Ora potrebbe essere arrivata la svolta. Il farmaco dovrebbe essere presto disponibile: «È arrivato all’Asl 8», annuncia la Regione. Daniela potrà cominciare la sua cura senza paura di effetti legati alle sue intolleranze.

Una vicenda che ha chiamato pesantemente in causa l’assessore, che si difende: «Quanto accaduto non mi lascia indifferente ne come assessore ne tantomeno come medico in particolare perché al centro di questa vicenda c’è una persona fragile. Quel che però è importante dire è che le cure oncologiche della paziente non sono mai state a rischio», dice Doria. Che riepiloga così i termini della vicenda: «La donna, già seguita in un centro convenzionato nell’area vasta di Cagliari, è stata operata allo Ieodi Milano per una patologia oncologica. In seguito alle sue dimissioni – precisa l’assessore Doria – il centro del capoluogo lombardo ha prescritto un ciclo di cure adiuvanti con il farmaco chemioterapico orale Capecitabina. Qua si verifica il primo problema, la paziente lamentando passate reazioni allergiche non meglio precisate ed un’intolleranza al lattosio ha scelto di non assumere il farmaco ad uso orale inizialmente prospettato all’atto della dimissione dallo Ieo, ovvero Capecitabina, che conteneva come eccipiente il lattosio. In via cautelativa alle dimissioni lo Ieo ha quindi sostituito il farmaco con l’equivalente privo di lattosio, la Capecitabina Zentiva».

E qui il meccanismo si inceppa: «In questi casi la normativa prevede che, in seguito alle dimissioni, il centro prescrittore fornisca il farmaco garantendo al paziente il quantitativo necessario al primo ciclo di cure. Questo però non è stato possibile perché in Lombardia, così come in Sardegna, il farmaco non era prontamente disponibile».

Come soluzione alternativa, dice l’assessore, «è stata consigliata temporaneamente l’assunzione della Capecitabina (ovvero la formulazione con il lattosio) associandola all’assunzione dell’enzima della lattasi come avviene in tutte le persone intolleranti al lattosio che ormai non rappresentano più una rarità. L’assunzione associata dell’enzima con il farmaco chemioterapico le avrebbe permesso di superare il problema della presenza del lattosio nella formulazione farmacologica, soluzione questa che le era stata, tra l’altro, prospettata e rifiutata dalla paziente per la paura di “reazioni allergiche” non meglio precisate». Doria a questo punto riveste il camice: «la intolleranza al lattosio non può essere causa di reazioni allergiche / anafilattiche come documentato da ampia letteratura scientifica».

La paziente ha però preferito non rischiare: «È stata comunque prescritta una terapia chemioterapica endovenosa, un protocollo la cui efficacia è del tutto paragonabile a quella del farmaco per via orale non disponibile nell’immediatezza ma che ha potuto sostituire con la stessa efficacia il farmaco orale dando alla paziente una “copertura” fino a tutto il mese di gennaio 2023 quando inizierà la terapia orale con il farmaco Capecitabina Zentiva che è stato consegnato in questi giorni alla farmacia della Asl 8».

Questa ricostruzione dell’assessore Doria «è il risultato di un’indagine interna all’Ares- Asl 8 - conclude l’assessore -. Mi dispiace che questo spiacevole imprevisto abbia interessato una paziente fragile e provata da una storia clinica complessa. Colgo comunque l’occasione da questo episodio per intervenire al fine di rendere più efficienti i percorsi assistenziali territoriali nei confronti dei cittadini con particolare attenzione nei confronti dei più fragili, conclude l’assessore Doria.

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