La Nuova Sardegna

Fonti energetiche

Accordo Italia-Algeria per il gas e rispunta il Galsi

Accordo Italia-Algeria per il gas e rispunta il Galsi

Ritorna l’ipotesi di una linea che attraversi la Sardegna per arrivare a Piombino. L’annuncio congiunto dei presidenti Meloni e Tebboune: «Hub europeo per l’energia»

24 gennaio 2023
3 MINUTI DI LETTURA





i Roberto Petretto

Sassari Giorgia Meloni incassa il primo importante accordo internazionale della sua presidenza: la prospettiva futura è quella di collegare l’Algeria e l’Italia con «una condotta speciale, diversa da quelle esistenti, che riguarderà gas, idrogeno, ma anche elettricità. Un progetto molto importante, che farà dell'Italia il distributore di queste energie per tutta l'Europa». Sono le parole del presidente dell'Algeria, Abdelmadjid Tebboune, pronunciate durante la conferenza stampa ad Algeri con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sarà questa la rinascita del Galsi e quindi la Sardegna avrà un ruolo centrale nell’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa? Nei documenti ufficiali sino a ieri sera non si faceva parola del vecchio progetto del “Gasdotto Algeria Sardegna Italia”. È stato un cronista dell’agenzia Nova, in una domanda al presidente algerino, a fare il nome della condotta che dovrebbe arrivare appunto dalla costa nordafricana, attraversare tutta l’isola, sbucare a Olbia e, con un altro tratto sottomarino, arrivare sino a Piombino. A quella domanda il presidente Tebboune ha risposto parlando di un progetto innovativo, ma senza citare né Sardegna né Galsi. Era stato, nei giorni scorsi, il ministro dell’Energia algerino, Mohamed Arkab, in un intervento pronunciato durante la Giornata algerino-tedesca dedicata al settore energetico, a rilanciare l’attualità del progetto del gasdotto Algeria-Sardegna-Italia noto come Galsi concordato nel 2001 e mai realizzato.

Sardegna o Sicilia che sia, l’obiettivo dichiarato di Giorgia Meloni è quello di fare dell'Italia l'hub energetico del Mediterraneo, un ponte tra Africa ed Europa. I due protocolli di intesa firmati nel palazzo presidenziale di Algeri dall’italiana Eni e dall’algerina Sonatrach (col primo si punta per aumentare gli approvvigionamenti, col secondo a rendere quell'aumento di produzione sostenibile - sono due passi mossi verso questa strada. Un percorso che però avrà bisogno di tempo e investimenti per concretizzarsi. Il presidente algerino sulla questione dei tempi è rimasto vago: «I tempi di realizzazione dipenderanno dai tecnici». E non avrebbe potuto dire cose diverse, vista la complessità del progetto annunciato. Basti pensare a quanto sta durando la gestazione del Tyrrhenian link di Terna, che dovrà collegare Sicilia e Sardegna con un cavo sottomarino per il trasporto di energia elettrica. Quella annunciato dal presidente algerino è un’opera ben più complessa che dovrà trasportare gas metano, ma anche essere pronta all’idrogeno e all’ammoniaca. E anche all’elettricità. Quanto tempo richiederanno gli studi preliminari, la progettazione, la realizzazione e il collaudo? Quanto incideranno le pressioni geopolitiche su un’impresa di questo tipo? La strada non sarà né breve né agevole. Ma l’annuncio dell’accordo Italia-Algeria, in attesa dei dettagli sul percorso ipotizzato per il gasdotto, ha già scatenato consensi e critiche. Tutto il centrodestra plaude e in particolare Fratelli d’Italia. Dall’opposizione di centrosinsitra arrivano invece critiche per una scelta che perpetua l’investimento nelle energie fossili.



In Primo Piano
L’inchiesta

Truffa del “bonus facciate”, la Procura di Sassari chiede 53 rinvii a giudizio

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative