La Nuova Sardegna

Carburanti

Benzinai, stop allo sciopero dopo un giorno

Benzinai, stop allo sciopero dopo un giorno

La trattativa condotta dal ministro Adolfo Urso ha avuto successo. Fegica e Figisc/Anisa, le due sigle sindacali che erano rimaste sul piede di guerra hanno revocato il secondo giorno di astensione seguendo la strada decisa fin dall'inizio da Faib Confesercenti.

25 gennaio 2023
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Milano Lo sciopero dei benzinai è durato meno di 24 ore. La trattativa condotta dal ministro Adolfo Urso ha avuto successo. Fegica e Figisc/Anisa, le due sigle sindacali che erano rimaste sul piede di guerra hanno revocato il secondo giorno di astensione seguendo la strada decisa fin dall'inizio da Faib Confesercenti. In una nota diffusa al termine di un nuovo incontro al Mimit, le due organizzazioni dei gestori sottolineano tuttavia che restano molte criticità e che la decisione è stata presa per favorire i cittadini. I distributori riapriranno quindi già da questa sera, 25 gennaio, annullando lo sciopero che sarebbe dovuto durare 48 ore consecutive. Il confronto a questo punto si sposta in Parlamento, dove i benzinai hanno già avviato una serie di incontri con i gruppi parlamentari per ottenere la modifica del decreto trasparenza. Sul tappeto un ventaglio di rivendicazioni: dalla pubblicazione dei listini ritenuta dai gestori inutile e dannosa fino all'ammontare delle sanzioni per eventuali irregolarità passando per la ristrutturazione della rete e il caro-carburante determinato dalle accise.

«Anche quest'ultimo ennesimo tentativo di rimediare ad una situazione ormai logora, non è riuscito ad evidenziare alcun elemento di concretezza che possa consentire anche solo di immaginare interventi sui gravissimi problemi del settore e di contenimento strutturale dei prezzi. Le proposte emendative avanzate dal Governo al suo stesso decreto non rimuovono l'intenzione manifesta di individuare i benzinai come i destinatari di adempimenti confusi, controproducenti oltreché chiaramente accusatori», denunciano ancora. Ma il tavolo non si chiude qui. Come dice Roberto Di Vincenzo, presidente Fegica, al termine dell'incontro con Urso, «ridurre lo sciopero non sta a significare smontare la partita, anzi tutto il contrario». Non è da escludere che lo stop allo sciopero è stato determinato anche dall'adesione probabilmente inferiore alle attese, A questo proposito si è svolta la solita guerra di cifre. Secondo Figisc Confcommercio avrebbe aderito circa l'85% di quel 50% di distributori che, di fatto, aveva la possibilità di scioperare.

Secondo fonti ministeriali avrebbe dunque chiuso il 36% degli impianti. Al netto dei distributori gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere e dai retisti indipendenti, l'adesione dei gestori risulta, secondo Fegica, assolutamente massiccia, con un dato medio intorno all'89% su base nazionale e punte di oltre il 90 in alcune zone del Paese. Di segno opposto il giudizio delle associazioni dei consumatori. Assoutenti parla di totale fallimento, perchè «le sigle che avevano inizialmente proclamato lo sciopero si sono spaccate, e numerosi distributori hanno deciso di non aderire alla serrata, al punto che su tutto il territorio oggi gli automobilisti possono trovare molte pompe funzionanti, anche se solo in modalità self service». «Sciopero flop che deve far riflettere la categoria dei gestori», attacca Giuseppe Balia, presidente di Angac Confsal, altro sindacato dei benzinai, secondo il quale «le sigle storiche Faib, Figisc e Fegica non sono più credibili». (Nino Sunseri – Italpress)

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