La Nuova Sardegna

Sanità

Liste d’attesa infinite e lunghi rinvii: Doria sperimenta il Cup oncologico

Liste d’attesa infinite e lunghi rinvii: Doria sperimenta il Cup oncologico

Le prime prove dell’Ares sono previste per il prossimo mese di marzo

08 febbraio 2023
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Cagliari Il Cup è un imbuto. Da troppo tempo prenotare una visita è tutt’altro che semplice. Lo è ancora meno strappare ai Call center una data certa e soprattutto abbastanza vicina. Se nessun paziente giustamente può sopportare, accettare, i troppi continui lunghi rinvii a causa delle interminabili liste d’attesa, ancora meno questo peso quotidiano può essere tollerato dai pazienti oncologici e da quelli che aspettano di sapere se hanno o meno un tumore. È per questo motivo che l’assessore alla sanità, Carlo Doria, ha dato mandato all’Ares di sperimentare un Cup regionale dedicato ai pazienti oncologici, per «garantir loro una corsia preferenziale d’accesso agli esami diagnostici nel più breve tempo possibile in agende elettroniche esclusive e sempre aperte». La sperimentazione dovrebbe partire a marzo, ma nel frattempo il servizio dovrà essere inserito anche nel bando che presto l’Azienda regionale dovrà pubblicare, per rinnovare il contratto di gestione dei Call center-Cup in scadenza a maggio.

La strategia «In un momento di riorganizzazione del sistema sanitario dopo lo tsunami pandemico – sottolinea l’assessore Doria – abbiamo l’obbligo di pensare innazitutto ai pazienti oncologici, che non possono certo aspettare gli attuali tempi, purtroppo lunghi, per accertamenti e terapie». Per stare quindi al passo con le esigenze sacrosante di questi pazienti – ribadisce Doria – «abbiamo deciso di rivisitare la macchina sanitaria orientandola proprio verso questa popolazione fragile».

L’esperimento Per ottimizzare il nuovo Cup dedicato, a monte dovrà cambiare anche la rete oncologica regionale. «Prima di tutto – ribadisce Doria – ci sarà un censimento delle attuali liste di attesa nelle strutture ospedaliere e ambulatoriali e soprattutto delle risorse in campo che si occupano della diagnostica oncologica». Il punto di partenza, stando al progetto pensato dall’assessorato, sarà quello di «ridare forza e sostanza e sostanza a un concetto fondamentale : sapere chi fa e cosa fa». Non solo è indispensabile conoscere l’esistente, ma «dobbiamo garantire soprattutto gli standard previsti dal Piano oncologico nazionale 2023-2027».

Gli obiettivi Ad esempio, sottolinea l’assessore, «non dovremo più ingolfare gli hub (sono gli ospedali ad alta specializzazione) con gli esami di routine per un paziente oncologico, com’è una Tac total body. È questo un esame che, invece, dovrà essere effettuato in tutti i presidi ospedalieri territoriali, lasciando agli hub le prestazioni diagnostiche, sia quelle radiologiche avanzate che di medicina nucleare, come possono essere una risonanza magnetica prostatica, intestinale, della mammella e la scintigrafia ossea total body». Anche attraverso la suddivisione dei compiti fra i vari ospedali e ambulatori, l’assessorato vuole ridurre le liste d’attesa per i pazienti oncologici. Infatti, ribadisce l’assessore, «ho subito detto ai direttori generali delle Asl di privilegiare tutte le patologie oncologiche, nelle agende di prenotazione». Per abbattere, invece, le liste di attesa chirurgiche, sempre in caso di patologie oncologiche, ci sarà anche – conferma Doria – «una temporanea ridistribuzione degli spazi chirurgici, aumentando le unità operative con maggior numero di pazienti oncologici in lista per intervento». Il tutto, a parte l’esperimento del Cup dedicato, dovrà essere realizzato in tempi molto rapidi.

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