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Da Mazinga Z ad Atlas, la sfida dei robot umanoidi

di Andrea Bomboi *
Da Mazinga Z ad Atlas, la sfida dei robot umanoidi

Saltano e si emozionano: la fantascienza diventa realtà

02 marzo 2023
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Da Mazinga Z a Star Wars, passando per l’inquietante film Io e Caterina di Alberto Sordi, i robot sono sempre stati rappresentati come creazioni perfette, forti, straordinarie, quasi invincibili e perfino capaci di raziocinio.

Nel mondo televisivo del secolo scorso, parliamo degli anni 80 e 90, sono soprattutto i cartoni animati ad aver occupato i pomeriggi dei ragazzi e ad averli tenuti incollati a storie in cui il bene trionfava sul male, ma sembra che la fantasia abbia di poco anticipato la realtà. Benché si sia ancora lontani da raggiungere l’obiettivo di creare delle macchine “pensanti”, c’è da dire che negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante, e attualmente sono presenti tantissimi modelli che riproducono l’essere umano. Una società leader in questo campo è la Boston Dynamics, che da decenni programma e cerca di dar vita a nuovi prototipi di Robot. Uno dei più straordinari è senza dubbio Atlas, basato su un altro umanoide, Petman. Questo essere cibernetico, dotato di braccia e gambe simili a quelle umane, è capace di correre, saltare e fare acrobazie. Fu presentato per la prima volta al pubblico l’11 luglio del 2013 e realizzato inizialmente per attività di salvataggio e di ricerca.

Lo sviluppo di Atlas è stato supervisionato dalla Darpa, un’agenzia del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Spostandoci dall’America, arriviamo nel Regno Unito, dove l’Engineered Arts, ha programmato e costruito Ameca, un robot dotato di telecamere e sensori, capaci di riconoscere volti e colori, e soprattutto in grado di interagire con gli esseri umani. La caratteristica più affascinante sono le sue espressioni, precise e molto realistiche. Ma a questo punto sorge un quesito: fino a che punto si svilupperanno queste intelligenze umanoidi? Già il 4 luglio 2015, Bill Gates, in una lettera ai dipendenti di Microsoft, affermò: «Ci stiamo avvicinando al punto in cui i computer e i robot saranno in grado di vedere, muoversi e interagire con naturalezza, rendendo disponibili molte nuove applicazioni ed offrendo maggiori possibilità alle persone».

I Robot probabilmente saranno utilizzati in molti ambiti, da quello aziendale al settore alberghiero e culinario, e per questo paesi come il Giappone, li stanno già testando nell’ambito lavorativo. Ma più preoccupante è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore militare, questo potrebbe rappresentare un pericolo non indifferente, e si rischiano guerre combattute e guidate dagli algoritmi e dai robot. Lo stesso Putin nel 2017 affermava: «Chi svilupperà la migliore intelligenza artificiale diventerà padrone del mondo”. È inevitabile che la robotica diventi un settore strategico in ogni nazione sviluppata e anche se la popolazione è molto scettica a riguardo, a causa di stereotipi e pregiudizi, la tecnologia ci aiuterà ad evolverci e ci indirizzerà verso un futuro più prospero. Ma i Robot non potranno mai sostituire la complessa coscienza e l’intelligenza umana e su questo lo stesso Einstein disse: «Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma ma i nessuna di esse potrà porne uno».

* Andrea frequenta il Liceo Scientifico di Siniscola

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