La Nuova Sardegna

La borsa del turismo

Bitas ad Alghero, l’offerta a caccia di domanda: dai tour in bici a quelli gastronomici

di Roberto Sanna
Bitas ad Alghero, l’offerta a caccia di domanda: dai tour in bici a quelli gastronomici

Giornata tra gli operatori che propongono le versioni del “prodotto Sardegna”

25 marzo 2023
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Alghero Le sedie si svuotano e si riempiono in pochi secondi in un giro di contrattazioni vorticoso. In coda c’è chi vende e propone le sue proposte turistiche all’interno della Sardegna, mentre seduti nei tavolini gli operatori, molti dei quali internazionali, cercano di capire se quest’isola descritta come magica faccia davvero al caso loro e (soprattutto) dei loro clienti. Si vende e si compra di tutto: tour in bici e in barca, trekking, degustazioni, soggiorni di alto target con pacchetti di varia composizione.

A Lo Quarter, cuore della seconda giornata, ieri c’erano grandi tour operator e piccole associazioni che sperano di trasformare la Bitas (la Borsa internazionale del turismo attivo) nel loro trampolino di lancio. C’è anche chi la Sardegna la conosce poco ma fiuta l’affare: «Vendiamo tour in bicicletta on line – spiega Sara Letterelli della Cycle Europe – attraverso un portale, abbiamo bisogno di qualcuno che li organizzi materialmente nei luoghi che proponiamo ai nostri clienti. La Sardegna manca dal nostro catalogo ed è sicuramente una realtà interessante, abbiamo ricevuto già delle proposte interessanti come quella di tour che portano a diverse esperienze ogni giorno, per esempio a produttori dell’agroalimentare. Dobbiamo anche scoprire e valutare i luoghi, ci hanno detto che per chi va su strada la litoranea Alghero-Bosa, che vedremo durante i tour, è l’ideale. Mentre l’interno si presta più allo sterrato. Chiediamo è uno standard di qualità elevato e mi sembra che le potenzialità ci siano, ora è un po’ tardi per mettere su dei pacchetti e magari ne riparleremo nella seconda metà della stagione o direttamente l’anno prossimo». L’offerta, è chiaro da subito, deve adeguarsi a una domanda specifica e variegata. E anche gli operatori locali si stanno attrezzando: «La parte delle attività è fondamentale e noi abbiamo un po’ di tutto, dalla vela alle bike alle degustazioni – dice Gianni Sini, operatore storico del turismo di Castelsardo che propone il suo Bajaloglia resort –. I turisti sono diventati esigenti e devo dire che hanno anche una certa propensione a spendere, quindi facciamo di tutto per accontentarli. E per farlo ci rivolgiamo alle piccole realtà del territorio che beneficiano così dell’indotto. Le iniziative come la Bitas ci aiutano soprattutto per la bassa stagione: noi apriremo il primo di aprile e andremo avanti fino a tutto ottobre, sono sette mesi, poi però dobbiamo chiudere perché chiudono anche i voli per la Sardegna». La voglia di uscire dalla spiaggia e dall’albergo, anche solo per un giorno o due, si percepisce nell’aria ed è un trend che fa lavorare tutti quelli che offrono servizi di un certo tipo. Per intenderci, quelli che storicamente mancano: «Il nostro autonoleggio serve clienti di ogni genere: da chi sbarca in Sardegna e vuole muoversi autonomamente per tutta la vacanza, a chi vuole fare la gita di un giorno oppure vuole andare in una specifica destinazione. E lavoriamo bene, anche portando le auto direttamente nelle strutture ricettive» raccontano Simona Melis, Simone Loche e Raffaele Secci dell’Ichnusa rent by Ottolini di Cagliari. I quali trovano la Bitas «utilissima e molto bene organizzata, non c’è solo pubblicità ma tanta concretezza. Per esempio, stiamo intrecciando un bel rapporto con un tour operator cileno. Un mondo da scoprire è quello delle zone interne: si dovrebbe fare di più per promuoverle, far capire al turista che c’è tanto da fare e da vedere».

Massimo Diana, dell’Ota viaggi, è un veterano della Sardegna e sa di cosa si parla: «Il nostro fatturato nel 2022 è stato di 92 milioni e il 60 per cento proviene dalla Sardegna – dice –, gestiamo 15 destinazioni da Stintino alla costa orientale. La Sardegna ha i suoi pro e contro. Tra i pro sicuramente la grande richiesta che, dopo gli anni del covid, ha preso seriamente la via esperienziale, i nostri clienti non passano più una settimana dentro le strutture ma vogliono fare altro, dai tour in bicicletta a quelli gastronomici, alle escursioni nell’interno. E devo dire che sstanno nascendo tante belle realtà che offrono bei servizi e sono ottimi veicoli di promozione. La nota dolente, lo sappiamo, è la difficoltà ad arrivare. Noi abbiamo già bloccato dei posti su Aeroitalia ma è ovvio che due compagnie non bastano, serve di più. Ultimamente stiamo spostando tanta gente sulle navi ma lo puoi fare se arrivano dall’Italia. Dall’estero è impossibile anche se è un problema diffuso, se pensate che la Lufthansa ha cancellato migliaia di voli la scorsa settimana. Certamente serve un discorso comune tra operatori locali e chi opera nel pubblico: non è che prima tieni aperto e poi pensi ai trasporti o viceversa, si tratta di trovare un percorso parallelo perché sono due settori che devono marciare insieme».

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