La Nuova Sardegna

Vinitaly

Nello stand della Sardegna il cuore pulsante dell’enologia

di Andrea Sini
Nello stand della Sardegna il cuore pulsante dell’enologia

Vinitaly: l’apertura ufficiale con i primi incontri istituzionali e i seminari. I prodotti biologici di Unmaredivino e Fattorie Isola nella guida 5Star Wines

03 aprile 2023
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I migliori clienti dei vini sardi restano gli stessi sardi, ma i produttori isolani vogliono continuare a guadagnare piccole e grandi fette di mercato. C’è tanta Sardegna in evidenza alla 55ª edizione di Vinitaly, che si è aperta ufficialmente ieri con presentazioni, conferenze stampa, incontri istituzionali, seminari e degustazioni. Soprattutto degustazioni.

Made in Sardinia I 112 produttori isolani presenti alla quattro-giorni di VeronaFiere vanno a caccia di riconoscimenti ma soprattutto di acquirenti sia a livello nazionale che internazionale, mettendo in vetrina il meglio delle loro produzioni. Sono 72 le aziende che si sono presentate a Vinitaly sotto le insegne della Regione, mentre le altre sono andate in ordine sparso a seconda delle proprie esigenze (come i “big”) o della tipologia di prodotto (è il caso dei produttori bio). Interessante la scelta delle 11 cantine di Mamoiada che hanno deciso di presentarsi insieme, facendo squadra nel padiglione F nell’ambito del Micro mega wines nello stand “Mamoja’”. «Vinitaly è l’occasione per rappresentare ciò che è l’eccellenza della Regione Sardegna – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Valeria Satta, intervenuta ieri –, speriamo quindi che l’anno prossimo le cantine all’interno della collettiva raggiungano quota 80. La manifestazione di Verona è un palcoscenico unico per raccontare i nostri produttori, il nostro territorio, il nostro clima e i nostri costumi».

Promozione e qualità Per tutta la durata della manifestazione è previsto un fitto calendario di eventi che si alternano all’interno dell’area istituzionale della Sardegna. Tra questi, sette momenti seminariali, in cui l’enologia, la gastronomia e le tradizioni si incontrano per svelare il patrimonio agroalimentare isolano, il cui racconto è affidato alla voce dei suoi artigiani. Il primo incontro ha avuto come protagonista il pane. Un prodotto fondamentale della gastronomia della Sardegna, che è la regione d’Italia che produce la maggior tipologia di pani, ognuno con la sua storia. Attraverso curiosità e aneddoti il giovane panificatore Riccardo Porta ha raccontato la sua personale storia, affiancato dal giornalista Giuseppe Carrus. La degustazione dei diversi pani è stata l’opportunità per scoprire le caratteristiche di tre diversi vitigni: il Cannonau, il Vermentino e il più raro Torbato. Oggi il secondo appuntamento, dedicato al formaggio di capra, in compagnia dell’esperto casaro Danilo Farina.

Biologico è bello Nei giorni scorsi, parallelamente al contest sui migliori vini da inserire nella guida 5StarWines, che ha visto la presenza di 4 vini sardi tra i primi 15, si è svolto anche Wine Without Walls. Tra i vini biologici selezionati per la stessa guida, si sono messi in evidenza tre produttori isolani: “Vermentino di Gallura Docg Superiore Bianco Smeraldo 2021”, prodotto da Unmaredivino di Gioacchino Sini, ha ottenuto 93 punti su 100, a fronte di due soli vini bio che hanno toccato quota 94. La stessa cantina ha piazzato con 90 punti anche “Cannonau di Sardegna Doc Nero Smeraldo 2019”. Risultato di rilievo, con 91 punti, anche per “Vermentino di Sardegna Doc Vino Biologico 2022” di Fattorie Isola Sardegne.
 

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