La Nuova Sardegna

Oltre la fisica

Un’isola che cade a pezzi

di Plinio Innocenzi
Un’isola che cade a pezzi

16 maggio 2023
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La costruzione dell’Einsten Telescope è un importante obiettivo per fare della Sardegna uno dei centri nevralgici per le grandi infrastrutture scientifiche europee. Insieme al Radiotelescopio potrebbe divenire un modello per lo sviluppo delle realtà insulari.

Realtà che godono di un vantaggio competitivo proprio grazie alle peculiari condizioni geografiche e al limitato impatto antropico nelle aree interne. Per supportare la candidatura sarda è importante sottolineare come nel frattempo sono stati realizzati altri progetti avveniristici per mostrare come il territorio sia ormai proiettato nel futuro e nell’esplorazione di nuove frontiere della fisica. Superare le limitazioni della fisica classica nella quale la realtà è ristretta dalla continuità spazio temporale è stato possibile grazie all’accurata progettazione della superstrada 131, Sassari-Cagliari.

Un esempio tangibile di come si possa usare la meccanica quantistica per andare oltre la noiosa continuità dei nastri d’asfalto delle autostrade della penisola. La quantizzazione della superstrada è stata possibile grazie ad una sapiente alternanza di buche e deviazioni, nella perfetta idealizzazione del dualismo onda-particella che trova finalmente concreta trasposizione nella buca-deviazione. Il ritorno dell’attenzione verso il nucleare non poteva lasciare indifferenti e anche in questo caso la realizzazione di un perfetto scenario post-atomico, espressione dadaista dell’inverno nucleare ha trovato perfetta sintesi nella piscina comunale di Alghero. Il paesaggio distopico può inoltre divenire fonte di interessanti introiti per il Comune che lo potrebbe affittare per la seconda serie di Squid Game.

Il viaggio Sassari-Alghero offre altre interessanti sorprese per gli appassionati di scienze, la possibilità di esplorare direttamente, toccandolo con mano l’orizzonte degli eventi. Basta partire da Sassari e dirigersi verso Alghero sulla superstrada; un cavalcavia e una curva, sapientemente segnalati da fuochi fatui, segnalano la fine, il limes degli eventi. Il troncone autostradale percorso di notte si ripropone di simulare con la sua audace curva a gomito un buco nero oltre il quale l’oscurità incombe e luce e tempo cessano di esistere. Non solo fisica ma anche geometria e matematica.

La stecca bianca dell’ospedale di Sassari, bianca di nome ma in realtà tendente a cinquanta sfumature di grigio, è un vero e proprio laboratorio all’aperto. Il mistero delle stecche delle veneziane, orientate apparentemente in modo casuale formando interessanti intrecci gotici, cela molti segreti. Uno di questi è quello delle famose convergenze parallele, cha dai tempi di Aldo Moro ossessionano generazioni di matematici e politologi. Negli spazi geometrici proiettivi le rette parallele si incontreranno all’infinito, nelle finestre della stecca bianca, questi incroci avvengono invece in modo reale dimostrando la necessità del superamento della matematica euclidea nella progettazione architettonica. Vi è poi il problema dello spazio tempo relativistico, la quarta dimensione che viene ignorata nella vita quotidiana.

Il viaggio in treno Sassari-Cagliari e viceversa offre una eccitante opportunità per riflettere proprio sul concetto di spazio e tempo, stranamente si dilatano entrambe, in effetti nello spazio curvo la distanza più breve tra due punti non è una linea retta per cui le molte curve del tragitto ben si adattano al prossimo futuro dei viaggi interstellari, manca un po’ di velocità ma proprio tutto non si può avere. Finalmente esausti da questo lungo viaggio nel futuro sarebbe meglio fermarsi ed approfondire in modo opportuno le tante questioni di fisica e cosmologia ancora aperte. Quale sede migliore per un congresso che possa raccogliere gli scienziati giunti a convegno da tutto il mondo che il palazzo dei congressi di Alghero, mai sede avrebbe potuto essere più appropriata.


 

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