Acqua, l’isola non resterà a secco: garantito il fabbisogno per l’estate
Assegnati 720 milioni di metri cubi ma il Bidighinzu è solo al 54 per cento
Sassari L’acqua per case, agricoltura e industria non mancherà. «Il volume degli invasi dell'Ente acque della Sardegna (Enas) disponibile per le utenze potabili è di quasi 206 milioni di metri cubi, a cui devono aggiungersi i 12,9 milioni di metri cubi provenienti dagli altri invasi. Per le utenze industriali i volumi disponibili per il 2023 ammontano invece a 22 milioni e 280mila metri cubi», dice l’assessore regionale dei Lavori Pubblici, Pierluigi Saiu. Dunque, in tutto sono 720 milioni di metri cubi i volumi d'acqua assegnati in via definitiva per il 2023 agli usi potabili, agricoli e industriali di tutta l’isola, come stabilito dal Comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino.
«La quota più rilevante è quella per il comparto irriguo con 479 milioni di metri cubi – prosegue l'assessore –. Il dato è inferiore a quello dell'anno scorso, 11,36 milioni di metri cubi in meno, ma che si riduce a 7,36 milioni di metri cubi in virtù del fatto che i consorzi di bonifica di Oristano e della Sardegna meridionale hanno espresso un fabbisogno inferiore di 4 milioni di metri cubi rispetto all'anno precedente». Dalla comparazione con l'anno passato risulta che a fine aprile 2022 gli invasi dell'isola segnavano un riempimento di 1.545,61 milioni di metri cubi (corrispondente all'84,74 % del totale), nello stesso periodo del 2023 il dato registrato era di 1.387,40 milioni di metri cubi (pari al 76,06%). «Pur con una risorsa inferiore – continua Saiu – in virtù del miglioramento dei deflussi che nella scorsa settimana hanno riportato il livello dell'acqua invasata all'81% della capacità totale, si è riusciti a soddisfare quasi tutto il fabbisogno». Le riduzioni più sensibili riguardano gli invasi di Punta Gennarta e Medau Zirimilis, nel sistema dell'alto Cixerri dove il ridotto volume d'acqua invasato (7,89 milioni di metri cubi contro i 12,06 dello scorso anno) e gli elevati consumi degli anni precedenti hanno portato a un'assegnazione inferiore. Diminuita anche l'assegnazione della risorsa idrica dal Monte Lerno, sempre a causa dei ridotti volumi invasati. «Criticità anche per l'invaso di Bidighinzu – sottolinea Saiu – con un volume invasato pari al 54% della capacità massima che ha consentito, anche a causa delle elevate perdite della condotta di derivazione irrigua, un'assegnazione massima di 1,1 milioni di metri cubi agli operatori della Valle dei Giunchi. Sulla condotta sono previsti due diversi interventi: uno, finanziato con fondi regionali, gestito dal Consorzio di Bonifica e già in appalto; l'altro, per 15 milioni di euro, finanziato con fondi provenienti dal Pnrr». Bene l'invaso di Maccheronis che ha raggiunto il 100% della capacità massima: 22 milioni di metri cubi.
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