La Nuova Sardegna

Il lutto

Silvio Berlusconi e la Sardegna, dalle ville ai summit internazionali

di Roberto Petretto
Silvio Berlusconi e la Sardegna, dalle ville ai summit internazionali

Amato o odiato ma comunque protagonista di un pezzo importante anche nella storia di questa isola

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Sassari Silvio Berlusconi ha sempre detto di considerare la Sardegna un po’ come un luogo familiare. Non la definiva seconda casa perché, come aveva detto in una celebre battuta, il computo esatto delle sue case era difficile da fare. L’isola è stata per almeno un decennio crocevia della politica nazionale e internazionale, sede di summit con alcune tra le persone più potenti del mondo, teatro di esternazioni e battute, proclami e gaffes.

L’amata Porto Rotondo, villa Certosa con i suoi eccessi vulcanici, le barche, le feste, le passeggiate estive in piazzette brulicanti di turisti. Ma gli stessi esordi di Berlusconi nell’imprenditoria e nella politica sono legati a doppio filo con l’isola. Gli investimenti immobiliari (alcuni riusciti, altri tentati ma non realizzati) in Gallura, gli inizi a braccetto con il sondaggista di Macomer Enrico Pilo, i rapporti prima fraterni e poi freddi con Beppe Pisanu che fu importante ministro degli Interni, la predilezione poi sfumata per l’allora giovanissimo presidente della Regione, Mauro Pili, l’amicizia ferrea sino all’ultimo con il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi: sono solo alcuni dei riferimenti di una presenza fortissima del fondatore di Forza Italia in Sardegna. Demone o angelo, Berlusconi anche nell’isola non ha provocato reazioni neutre. Amato o odiato, ma comunque protagonista di un pezzo importante anche nella storia di questa isola.

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