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Indice di gradimento dei politici, bocciati gli amministratori sardi

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Sondaggio Sole 24ore: governatore ultimo, male Truzzu, Campus, Soddu e Sanna

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Cagliari Non è cambiato nulla, per il governatore Christian Solinas dal 2022 al 2023. Era all’ultimo posto e lo è ancora. Anzi, secondo il test di popolarità e gradimento, commissionato come ogni anno dal quotidiano «Il Sole 24ore» alla «Noto sondaggi», stavolta gli è andata persino peggio. Ha perso altri 4,5 punti, scivolando dal 39,5 al 35 per cento, e rispetto al 2019, anno in cui è stato, oggi quasi tre elettori ogni venti non lo rivoterebbero. Non è andata molto meglio neanche ai cinque sindaci sardi “pesati” dall’ultimo «Governance poll». Solo Pietro Morittu (Carbonia, eletto nel 2021 dal centrosinistra) è nei piani alti della classifica nazionale, all’undicesimo posto assoluto. Andrea Soddu (Nuoro, in carica dal 2020, lista civica) è 37esimo dopo aver smarrito il 12,5 per cento di consensi in tre anni. Massimiliano Sanna del centrodestra (Oristano, eletto nel 2022, tra l’altro ora alle prese con una difficile crisi in Comune) è 54esimo, mentre Nanni Campus (Sassari, in carica dal 2021, alla guida di una lista civica) 59esimo, con però sulle spalle anche un meno 4,2 di gradimento. Fino all’85esimo posto, è terzultimo assoluto, di Paolo Truzzu, eletto dal centrodestra a Cagliari, sempre nel 2019. In quattro anni, ha bruciato ben sette punti di popolarità rispetto all’abbondante 50 per cento da cui era partito.

Sorpasso in testa Giusto per la cronaca, il governatore più amato è Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna, col 69 per cento, che stavolta s’è tolto anche lo sfizio di superare il leghista Luca Zaia del Veneto, da sempre leader indiscusso di qualunque test sul gradimento degli elettori. Fra i sindaci, invece, è Giuseppe Sala (Milano) ad aver consolidato il vantaggio che aveva su Marco Fioravanti di Ascoli Piceno.

La lettura I sondaggi, si sa, sono tutt’altra cosa rispetto alle elezioni. Gli intervistati per ogni Regione e Comune sono stati poco più di 600, rappresentativi di tutte le categorie sociali. Fatta la conta, è molto interessante l’analisi di Antonio Noto, direttore del sondaggio, pubblicata dal quotidiano economico: «Il filo che lega ogni risposta non è la coalizione di appartenenza del governatore o del sindaco, ma quello come sono percepiti dalla popolazione nel ruolo di difensori dell’opinione pubblica in generale, indipendentemente dalle ideologie. È proprio questo fattore a decretare il successo del consenso. Nel senso che ormai è venuto meno il pregiudizio del giudizio in base all’appartenenza politica di presidenti e sindaci. In sostanza, oggi chi governa è valutato più per l'attività amministrativa, molto meno a seconda del partito di appartenenza». La sintesi ancora più politica dell’analisi appena riportata potrebbe essere: consenso, gradimento e popolarità dipendono soprattutto da quanto l’amministratore pubblico ha fatto da quando è stato eletto, rispetto a quanto promesso che avrebbe fatto prima dell’apertura dei seggi. Riportando in chiave sarda questo ragionamento, Solinas, che vorrebbe essere ricandidato governatore nel 2024, non sembra partire certo da una posizione di vantaggio, e ora per lui potrebbe essere più complicato respingere l’assalto di quei partiti del centrodestra propensi a cambiare cavallo fra otto mesi. Lo stesso discorso potrebbe valere per i sindaci in dubbio se ricandidarsi nel 2024, anche se – lo sanno in molti – soprattutto Truzzu sembra avere ben altre idee per la testa. (ua)

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