La Nuova Sardegna

L'errata percezione di un settore

Con la cultura si mangia e questo non è un gioco

di Matteo Porru
Con la cultura si mangia e questo non è un gioco

Cultura e creatività, direttamente e indirettamente, generano valore aggiunto per circa 271,9 miliardi di euro, il 15,9% dell'economia nazionale

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Giulio Tremonti ci tiene spesso a ribadire che è tutto un equivoco, che la famosissima frase “con la cultura non si mangia”, lui (quando era ministro dell’Economia) non l’ha detta mai. È un riassunto maldestro di un sentimento comune, di un’idea nazional popolare. Del resto gli artisti, disse il premier Giuseppe Conte nei giorni bui del covid, sono quelli che «ci fanno tanto divertire». Divertire e nulla più. Due indizi fanno una prova, e non è circostanziale. Perché in Italia lavorare nel settore culturale è ritenuto un hobby, o qualcosa che ha a comunque a che fare col gioco?

Sono un milione e mezzo le persone attive di questo settore. Nel 2023, per dare i numeri, la Fondazione Symbola dichiara che “cultura e creatività, direttamente e indirettamente, generano valore aggiunto per circa 271,9 miliardi di euro, il 15,9% dell'economia nazionale”.

Sono migliaia i giovani che si formano per arrivare a questi mondi, e molti vengono scoraggiati dai luoghi comuni, dalle presunte sicurezze di lavori più stabili. In realtà, è vero quello che si applica a qualunque ambito lavorativo: esistono regole, competitività, esigenze di mercato e individuali.

Ci sono dentro artisti visuali, scrittori, scultori, pittori, musicisti, cantanti, drammaturghi, sceneggiatori, cantastorie, per citarne solo alcuni.

Ammettiamolo: nel nostro immaginario collettivo, l’artista è uno scapestrato, una persona che conduce una vita irregolare e inconcludente, che vive fra le nuvole o comunque in uno stato di (dis)grazia. E invece, assurdo a pensarsi, è un lavoratore con una professionalità. Lotta, come tutti, contro i mostri burocratici, le tassazioni e le difficoltà del suo percorso. Pretende che gli sia riconosciuto il suo operato che, anche se fatto con passione viscerale, gli è costato tempo, fatica ed energia.

Con la cultura si mangia, spesso bene e in compagnia. Ci sono colazioni, pranzi e cene splendide in giro per il nostro Paese. Diffidate sempre di chi dice il contrario. Perché, probabilmente, non ha mai mangiato bene.


 

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