La Nuova Sardegna

Il commento

Il Covid non è ancora scomparso, impennata di casi

di Eugenia Tognotti
Il Covid non è ancora scomparso, impennata di casi

Nell’elenco delle regioni elaborato dal ministero della Sanità, la Sardegna svetta, spalla a spalla, con le Marche, per il tasso di positività, più che triplicato rispetto a quello nazionale, nella settimana 17-23 agosto (31.4 contro 9.2)

31 agosto 2023
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Non si può dire che sia inaspettato il guizzo di fine estate del Covid-19, la pandemia che non assomiglia a nessun’altra nella storia per tanti caratteri, compresa la durata. Per la quarta estate consecutiva ha rialzato la testa per riprendere l’immagine a cui fanno ricorso tanti titoli di giornali.

Com’era largamente previsto, il coronavirus continua a mutare e la sorveglianza mondiale continua a identificare nuove varianti come BA.2.86, soprannominato Pirola, dal nome di un asteroide scoperto nel 1927 che deve a sua volta il nome ad una pianta erbacea, la Pyrola.

L’Italia non è, almeno per il momento, sullo stesso piano di altri Paesi – che segnalano anche un aumento dei ricoveri ospedalieri - ma nelle ultime settimane ha registrato un aumento dei contagi. Non in modo uniforme in tutto lo Stivale.

Nell’elenco delle regioni elaborato dal ministero della Sanità, la Sardegna svetta, spalla a spalla, con le Marche, per il tasso di positività, più che triplicato rispetto a quello nazionale, nella settimana 17-23 agosto (31.4 contro 9.2). Nel confronto con la precedente è più del doppio il numero dei casi (505). E non è azzardato ritenere che rispecchi solo alla lontana la realtà: un’ipotesi che trova riscontro nella maggiore richiesta di tamponi nelle farmacie e in una più alta incidenza del numero dei positivi tra coloro che si sottopongono ai test.

Che cosa aspetta il Belpaese, con l’incrociarsi dei fattori stagionali, il venir meno dell’immunità, il ritorno autunnale a scuola, all’università e lavoro? È una domanda a cui gli esperti non possono che dare una risposta sfuggente. Anche a costo di incorrere negli attacchi social di un ampio fronte comprendente negazionisti di varia ispirazione, no vax, free vax, una galassia ostile a ogni presa di posizione che richiami vaccini, vaccinazioni e necessità della vigilanza, a fronte di un virus ancora in circolazione e minaccioso per i più fragili.

In assenza di misure di contenimento dei contagi, a seguito della abolizione dell’obbligo di isolamento domiciliare per le persone positive, è importante richiamare il fatto che il virus non è uscito di scena e che bisogna agire con buon senso, cercando di evitare, in caso di positività o in presenza dei ben noti sintomi, i luoghi di aggregazione e il contatto con le persone più vulnerabili. E nessuno lo è più dei pazienti ricoverati o seguiti negli ospedali, in particolare quelli colpiti da tumori del sangue, da patologie cardiovascolari e da altre gravi malattie. Per loro sarebbe necessario un provvedimento del Ministro della Salute – richiesto questi giorni dalla Federazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi - che contenga precise indicazioni sull’individuazione e sull’isolamento dei pazienti positivi all’interno dei nosocomi.

La nuovissima variante BA.2.86 è al centro dell’attenzione dei virologi. Per alcuni scienziati, l’emergere di questo ceppo ricorda i primi giorni della variante Omicron alla fine del 2021, quando gli epidemiologi sudafricani notarono un lignaggio dall’aspetto singolare che divenne rapidamente globale. Stando all’ente governativo statunitense: il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, potrebbe essere più capace delle varianti più vecchie nel causare l’infezione in persone che in precedenza hanno avuto il Covid o hanno ricevuto vaccini. Ma per alcuni virologi è troppo presto per sapere se potrebbe causare una malattia più grave rispetto alle varianti precedenti. È improbabile che provochi una nuova ondata di malattie gravi e decessi, o porti a nuove restrizioni.

Aspettando altre informazioni da virologi evoluzionisti, si spera non discordanti tra loro e confortanti, l ’approccio più sensato, è quello suggerito dall’Oms: mantenere la sorveglianza sul Covid e sensibilizzare i gruppi a rischio a sottoporsi alle vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzale nel prossimo autunno.

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