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Operazione Monte Nuovo

Il silenzio degli indagati, si costituisce anche Paolo Sale

Il silenzio degli indagati, si costituisce anche Paolo Sale

Negli interrogatori quasi tutti si avvalgono della facoltà di non rispondere. Dichiarazione spontanea di Frongia: «Non conosco Graziano Mesina»

03 ottobre 2023
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Cagliari Qualche giorno fuori dai radar, poi (con la mediazione decisiva dell’avvocato Rinaldo Lai) ha deciso di presentarsi per rispondere dell’ordine di custodia cautelare ai domiciliari disposto dal giudice delle indagini preliminari. Così ieri pomeriggio Paolo Sale, allevatore 44enne di Orgosolo, si è presentato spontaneamente al Comando provinciale di Nuoro al capitano Francesco Giola e all’assistente Enzo Valiante. Sale ora si trova a Orgosolo agli arresti domiciliari.

È accusato di aver aiutato la latitanza di Graziano Mesina tanto da essere determinante nei trasferimenti durante la latitanza, si è costituito questa mattina. Sale era finito nell’ordinanza del gip del tribunale di Cagliari, destinatario di un provvedimento agli arresti domiciliari, ma si era reso subito irreperibile. A Sale - difeso dall’avvocato Rinaldo Lai - viene attribuita una collaborazione attiva durante gli spostamenti di Mesina dal comune di Bono a quello di Desulo, il 16 settembre del 2021 «tenendo i contatti con gli appartenenti alla famiglia Gioi di Desulo, ai quali il latitante era stato affidato».

Intanto proseguono gli interrogatori di garanzia degli indagati. Il gip Michele Contini e i pm della Dda Emanuele Secci e Rossana Allieri, dopo aver sentito le persone detenute in carcere, hanno cominciato gli interrogatori di quelle che si trovano agli arresti domiciliari.

Per il momento quasi tutti i tentativi dei magistrati di avere spiegazioni sulle accuse mosse agli indagati nell’ambito della maxi inchiesta della Dda di Cagliari su una presunta associazione di stampo mafioso attiva in Sardegna con forti legami tra il mondo criminale, la politica e le istituzioni sono rimaste senza risultato.

Infatti anche i sei indagati ascoltati ieri mattina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Si tratta di Marco Lai e Tomas Littarru oltre che di Salvatore Gioi, Anna Gioi, Raffaele Gioi (questi ultimi difesi dall’avvocato Agostinangelo Marras insieme con Rinaldo Lai ). «Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere - ha detto l’avvocato Marras - e hanno semplicemente negato ogni addebito. Valuteremo il da farsi quando avremo tutti gli atti».

Anche Giuseppe Paolo Frongia ha reso dichiarazioni spontanee e ha negato tutti gli addebiti.

Le sei persone sentite ieri sono accusate di aver favorito la latitanza di Graziano Mesina. Frongia, desulese di 62 anni, davanti ai magistrati e assistito dall’avvocato, ha negato di aver mai conosciuto l’ex latitante di Orgosolo.

Al momento la strategia difensiva è praticamente identica per tutti gli indagati: non rispondere alle domande del giudice oppure rilasciare brevi dichiarazioni spontanee per negare gli addebiti.

È stato così per le 13 in carcere e probabilmente sarà così e 18 ai domiciliari. Tutti gli avvocati stanno dedicando questi giorni a studiare le carte. Ci sono oltre 400 pagine di ordinanza da spulciare alla ricerca di eventuali punti deboli da sfruttare a favore delle posizioni della difesa che saranno, necessariamente, diverse da indagato a indagato.

C’è da cercare di smontare l’ipotesi di associazioni a delinquere di tipo mafioso che grava sui componenti della presunta organizzazione criminal.

Nessuno degli avvocati al momento ha fatto istanza di scarcerazione o attenuazione della misura cautelare al tribunale del Riesame.

In attesa delle mosse dei difensori, l’inchiesta va avanti. «Presto ci saranno nuovi e importanti sviluppi – aveva detto il tenente colonnello Giorgio Mazzoli, capo del Ros Sardegna,– tutti gli elementi che stiamo acquisendo saranno presentati ai magistrati che coordinano l’inchiesta. Al momento non mi risultano nuovi iscritti nel registro degli indagati».

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