La Nuova Sardegna

L'inchiesta

Bancarotta del gruppo Seu: in carcere due fratelli di Pattada

di Gianni Bazzoni
Bancarotta del gruppo Seu: in carcere due fratelli di Pattada

Ai domiciliari Gianni Poddi di Cabras: avrebbe avuto il ruolo di prestanome. Per alcune aziende non sarebbero stati presentati i bilanci per dieci anni

18 ottobre 2023
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Sassari Due fratelli imprenditori di Pattada Tomaso e Mario Seu, rispettivamente di 73 e 61 anni, residenti a Villasimius, sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Uta su disposizione del giudice delle indagini preliminari Michele Contini che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giangiacomo Pilia del Tribunale di Cagliari. Sono accusati di bancarotta fraudolenta, fallimento, omesso versamento delle imposte e turbativa degli incanti e altri reati. Arresti domiciliari, invece, per uno dei presunti prestanome, Gianni Poddi, 56 anni di Oristano ma residente a Cabras, che avrebbe fatto capo a quello che l’accusa definisce un unico gruppo di potere economico formato da una serie di società operanti in settori diversi e riconducibili ai “fratelli-imprenditori Seu”.

Nell’inchiesta anche un’altra persona, un 79enne di Rimini nel frattempo deceduto. Un giro vorticoso di denaro frutto delle attività di diverse società, per alcune delle quali non sarebbero stati presentati i bilanci per dieci anni e in altre è stato eroso quasi completamente il capitale sociale. Tomaso Seu è difeso dall’avvocato Mario Canessa di Cagliari, mentre il fratello Mario e Gianni Poddi sono difesi dall’avvocato Agostinangelo Marras di Sassari. Gli interrogatori sono già stati messi in calendario tra giovedì e lunedì.

Le società Il gruppo Seu si sarebbe avvalso, gestendole, delle società Auteco Srl, Seu Assicurazioni sas, Immobiliare Turismo srl, Nord Sud Immobiliare srl e della Medigest srl (l’unica allo stato dei fatti non fallita), molto conosciuta specie nel Nord Sardegna perché si occupa della grande distribuzione ad insegna Conad con punti vendita anche ad Alghero.

I prestanome Almeno due quelli individuati (nelle attività c’è stato anche un coinvolgimento dei figli degli indagati), in particolare spicca nell’inchiesta il nome di Gianni Poddi che avrebbe svolto il ruolo di prestanome per il “gruppo Seu”. Secondo l’accusa, Poddi sarebbe stato “utilizzato” dai fratelli Tomaso e Mario Seu per evitare di comparire formalmente nella gestione delle società a loro direttamente riconducibili ed evitare problemi giudiziari. Le condotte contestate - secondo quanto emerso dalle indagini della guardia di finanza - “non sono da considerarsi occasionali ma sistematiche e perduranti nel tempo, tipiche del gruppo Seu”.

I debiti Le società, anche quelle intestate a prestanome, avrebbero operato con finalità di cumulare non soltanto debiti tributari ma anche debiti verso istituti di credito ed altri enti pubblici. L’importo quantificato con una cifra approssimativa sarebbe superiore ai 15 milioni di euro.

I settori Le società individuate e finite nel mirino della procura della Repubblica di Cagliari sono operative su tutto il territorio regionale e sostanzialmente con due distinti settori economici: gestione di strutture turistiche e la cosiddetta grande distribuzione.

Assicurazioni Nel conto del “gruppo” anche il fallimento della “Seu Assicurazioni sas” di Tomaso Seu & c. Costituita il 25 ottobre del 1995, con sede in viale Italia, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Sassari con sentenza del 22 maggio 2020. Fallimento esteso anche al socio accomandatario Tomaso Seu. Dagli atti emerge che Tomaso Seu è stato condannato con sentenza irrevocabile del 17 ottobre 2007 per il reato di appropriazione indebita: si sarebbe indebitamente appropriato della somma di circa 920mila euro costituita da premi riscossi dalla Seu Assicurazioni sas per conto della Fata Assicurazioni (ora Cattolica Assicurazioni società cooperativa) in forza di un contratto di agenzia generale stipulato a fine aprile 1999. Il 26 gennaio 2000 però l’amministratore della società fallita avrebbe conferito al socio accomandante Mario Seu una procura generale (denominata in maniera fraudolenta speciale) con l’attribuzione dei poteri per lo svolgimento di tutti gli atti di ordinaria amministrazione.

Il villaggio Negli atti dell’inchiesta del fallimento della Immobiliare e Turismo srl anche la somma di un milione di euro “distratta” e utilizzata come caparra confirmatoria per l’acquisto del villaggio Altura a Villasimius da parte della Nord Sud Immobiliare srl (società riconducibile sempre al gruppo Seu). Il credito è stato stralciato nel bilancio 2019 senza alcuna giustificazione contabile.

I giochi contabili C’è una parte dell’inchiesta che riguarda la “bancarotta per distrazione”. Nel giugno del 2021, quando la Nord Sud Immobiliare è sotto concordato, ottiene dal Tribunale di Cagliari l’autorizzazione per affittare il proprio patrimonio aziendale costituito dal villaggio Altura e dall’hotel Tre Lune di Villasimius alla società Turisco srl (sempre riconducibile al gruppo Seu) per 130mila euro. Le compagini societarie coincidono, con Tomaso Seu già fallito nel maggio 2020.

Il 28 febbraio 2022, poco prima del fallimento della Nord Sud Immobiliare, Mario Seu avrebbe stipulato per conto della Turisco srl un contratto di locazione con Alpitour spa per la gestione del villaggio Altura e dell’hotel Tre Lune. I profitti sarebbero stati calcolati in quasi 955mila euro, ma la Turisco avrebbe corrisposto alla società fallita appena 60mila euro. Una somma evidentemente non ritenuta congrua. Tanto che nella stagione 2023 il complesso turistico risulterebbe affittato ad un altro operatore per 305 mila euro, un valore di cinque volte superiore a quello precedente.

Il teatro Nel capitolo che riguarda la “turbativa degli incanti” c’è anche la storia che riguarda l’acquisto all’asta dello storico Teatro De Candia di Ozieri. L’immobiliare e Turismo srl aveva acquistato l’immobile nel 2001 dalla società Turisco Costruzioni di Mario e Tomaso Seu & c. snc attraverso un mutuo regionale di oltre 566mila euro, poi mai restituito. Quindi l’effettivo debitore (i fratelli Seu e Gianni Poddi) avrebbe rilevato il teatro in violazione dell’articolo 579 del c.p.c.

A Pattada La Turisco si era aggiudicata anche l’azienda Previsarda snc, a Pattada in località Biduvè. Anche in questo caso il debitore esecutato (rappresentato dai fratelli Seu) si sarebbe mosso fuori dalla legge. L’immobile viene acquisito dalla Turisco che è amministrata e partecipata al 50 per cento da Mario Seu, tramite Villas Immobiliare srl e la Esse Partecipazioni, e dal fratello Tomaso per il restante 50 per cento tramite la Bantine Investments della quale aveva il pieno controllo Tomaso Seu.

I precedenti penaliDiversi sono i precedenti penali degli indagati. Per Mario Seu l’elenco comprende: appropriazione indebita, falsità in titolo di credito, omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, violazione delle norme relative al codice dei beni culturali e del paesaggio. Suo fratello Tomaso: appropriazione indebita e falsità in titolo di credito. Mentre Gianni Poddi, ha nel casellario giudiziario l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, lesioni personali colpose e infedele dichiarazione annuale d’imposta in concorso.

Continuità Nel motivare le esigenze cautelari, il gip ha sottolineato che i reati commessi dagli indagati si protraggono senza interruzione quantomeno dal 2008 e fino a oggi. Per questo “ sussiste il pericolo dell’inquinamento probatorio”. E le modalità adottate dal “gruppo Seu” per realizzare le condotte delittuose “sono altamente significative della capacità di inquinare il quadro probatorio” mediante l’utilizzo di documenti falsi e attraverso la sottrazione della documentazione utile alla ricostruzione dei fatti. La polizia giudiziaria avrebbe svolto ulteriori attività di indagine con il fine di accertare lo stato di salute delle società attualmente controllate dal “gruppo Seu” “che gestisce e organizza tuttora almeno altre 20 società”.

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