La Nuova Sardegna

La tragedia

A Rimini il funerale di Samuel Imbuzan morto nel rogo di Bados

Rimini Il funerale del bambino che ha perso la vita nel rogo di Bados
Rimini Il funerale del bambino che ha perso la vita nel rogo di Bados

La sorella: «Ti aspettavo per finire i compiti di scuola»

22 ottobre 2023
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Olbia Sono trascorse due settimane dall’accaduto. Le immagini, fotografate e filmate, sono ancora nitide. Il fumo nero dietro la spiaggia di Bados. Gli scheletri dei camper bruciati. Lo spiazzo in terra battuta annerito. Il pupazzo lasciato tra i nastri di delimitazione bianchi e rossi. Ieri era il giorno del silenzio. Mani strette, sguardo basso, voci spezzate dalle lacrime.

Nella chiesa di Villaggio Primo Maggio, a Rimini, si è tenuto il funerale del piccolo Samuel Imbuzan. L’11enne che ha perso la vita nel tragico evento dello scorso 31 agosto, nel rogo divampato da una fuga di gas durante un barbecue. Samuel era all’interno di uno dei due camper incendiati quando è stato travolto dall’esplosione. «Il piccolo Samuel era come un pesciolino. Ora lo attende il mare dell’amore di Dio», sono le parole che gli ha dedicato il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi. Chiesa strapiena di familiari, amici, compagni di scuola. Una bara bianca al centro della chiesa, a fianco una fotografia del bambino. Occhiali sul naso, sorriso candido. Tra i presenti c’erano anche i genitori, che erano con lui il giorno della tragedia. Papà Daniel Romulus, che aveva tentato invano di salvarlo in mezzo alle fiamme, aveva rimediato ustioni sul 40 per cento del corpo. Si è mostrato con qualche acciacco, in carrozzina e con la mano stretta a quella della moglie Tatiana Lisi, che per il forte choc aveva passato i giorni successivi nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Sassari. Con loro, anche i due figli maggiori, Giada e Thomas. Che a Bados, il 31 agosto, non c’erano. Ma che ieri hanno voluto parlare, simbolicamente e davanti a tutti, al fratellino scomparso. «Caro Sammy, non ero pronta a lasciarti andare così presto – le parole di Giada –. Ti aspettavo di ritorno dalle vacanze per finire insieme i compiti e andare a comprare le ultime cose per la scuola. Sei così puro e dolce, mi manchi già tantissimo. Sei in ogni cosa che mi circonda e sarai sempre una parte di me. Ti amo, Semolino». Padre e madre sono tornati a Rimini su autorizzazione della Procura del tribunale di Tempio, che intanto sta portando avanti l'inchiesta. Si procede per il reato di omicidio colposo e al centro della ricostruzione delle dinamiche c'è il fornellino ritrovato, forse difettoso, che ha provocato la fiammata e quindi l'esplosione letale della bombola, che pare non fosse a norma, e dunque l'incendio dei camper; l'attrezzatura sembra appartenesse ai vicini di campeggio degli Imbuzan. Questi, sentiti per le prime testimonianze, sono svaniti nel nulla, partiti verso la Romania. (p.a.)

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