La Nuova Sardegna

Il processo

È il giorno della sentenza, il cardinale Angelo Becciu rischia 7 anni e 3 mesi

È il giorno della sentenza, il cardinale Angelo Becciu rischia 7 anni e 3 mesi

È accusato di abuso d'ufficio, peculato e subornazione. La difesa ha chiesto l’assoluzione

15 dicembre 2023
2 MINUTI DI LETTURA





Sassari È arrivato il giorno del verdetto per lo scandalo finanziario legato all’acquisto del palazzo di Londra a Sloane Avenue comprato nel 2014 dalla Segreteria di Stato del Vaticano per 300 milioni e definitivamente ceduto. L’immobile è stato al centro di speculazioni finanziarie da parte di manager e prelati finiti al centro dell’inchiesta iniziata quattro anni fa (e circa due anni e mezzo di processi con 86 udienze inclusa quella di oggi, prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per deliberare) che tra gli imputati ha il cardinale di Pattada Angelo Becciu, già sostituto alla segreteria di Stato, i broker Raffaele Mincione e Gianluigi Torzi, e i dipendenti della segreteria di Stato monsignor Mauro Carlino e Fabrizio Tirabassi. Per il prelato sardo le accuse sono di abuso d'ufficio, peculato e subornazione. L’Ufficio del Promotore di giustizia guidato da Alessandro Diddi ha chiesto condanne complessivamente per 73 anni.

Nei confronti di Becciu, che oggi non dovrebbe essere in aula alla lettura della sentenza, il pm ha chiesto la condanna più alta: 7 anni e 3 mesi. L’avvocato Fabio Viglione, difensore di Becciu insieme a Maria Concetta Marzo, nella sua arringa finale ha sostenuto di non aver sentito dal promotore di giustizia vere repliche o argomenti, piuttosto “alcuni elementi sono stati sintetizzati a mo’ di caricatura”.

Viglione ha parlato di “pochezza delle argomentazioni avversarie”. Ha contestato che da parte di Becciu ci sia mai stata una campagna di stampa contro il processo, sostenendo che al contrario è lui ad essere stato aggredito mediaticamente “a livello planetario”.

Secondo il legale, se il memoriale di Perlasca non è la pietra angolare dell’accusa, come ha detto Diddi, è però “la pietra miliare da cui sono partite le linee di accusa a Becciu”. L’avvocato, chiedendo l’assoluzione per il suo assistito, ha sottolineato che in tutti i documenti, le chat, i messaggi, prodotti dall’accusa “nessuno parla mai del cardinale Becciu laddove è lui che viene indicato dall’accusa come il promotore, il regista degli investimenti”.

Elezioni regionali 2024
Dopo il voto

Le associazioni di categoria ad Alessandra Todde: «Energia e trasporti le priorità per l’isola»

di Andrea Sini
Le nostre iniziative