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Christian Solinas non cede ma pensa a un piano B

Christian Solinas non cede ma pensa a un piano B

Per il governatore uscente ipotesi collegio sicuro alle Europee, Governo o Anas

05 gennaio 2024
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Cagliari Il governatore uscente Christian Solinas ha fatto capire che lotterà fino all’ultimo secondo per essere ricandidato. Non per fatto e orgoglio personale, ma perché – lo ha detto anche nella conferenza stampa di fine anno – «serve continuità e invece pretendere un cambio, che non avrebbe precedenti in letteratura, tra l’altro ispirato solo da logiche spartitorie, semmai servirà a qualcuno per mettere solo una bandierina in più su una Regione e da sardista non sono per nulla d’accordo che si utilizzi proprio la Sardegna per riequilibrare questioni nazionali».

Al tavolo regionale Solinas ha perso la prima partita, è stato sorpassato da Paolo Truzzu, ma ora pare sicuro di potersi prendere la rivincita ai supplementari sul tavolo romano. Ma se non dovesse accadere, quale potrebbe essere il suo futuro? Di sicuro non uscirà dalla politica, ha cominciato a viverci sin da quando era un ragazzotto, scalando in fretta i vari gradini: consigliere regionale, assessore regionale, segretario nazionale del Psd’Az, senatore e infine governatore.

Nato a Cagliari 47 anni fa, nonostante la lunga carriera, è ancora troppo giovane per ritirarsi dalla scena. Secondo alcune indiscrezioni, se la Lega non dovesse riuscire a difenderlo nel confronto-scontro nazionale, gli potrebbe proporre un collegio sicuro alle Europee, che sono subito dopo le elezioni regionali. Non certo in quello delle isole Sicilia-Sardegna, dove da sempre i candidati sardi sono svantaggiati rispetto ai siciliani a causa della popolazione residente. Allora, sempre stando alle indiscrezioni, il Carroccio potrebbe inserirlo in una delle circoscrizioni del Nord Italia, dove l’elezione al Parlamento europeo potrebbe essere più probabile. Già in passato, alle Politiche del 2018, la Lega fece lo stesso con Solinas, candidandolo al Senato non solo in Sardegna ma anche nel collegio Lombardia 4. Se la candidatura europea, invece, non dovesse andare a buon fine, potrebbe essergli proposto un ruolo nel governo di Giorgia Meloni.

In passato era stata fatta trapelare l’ipotesi che potesse entrare a far parte del ministero alle politiche del mare Sud, guidato da Nello Musumeci, con una delega speciale per l’insularità. Poi s’era aggiunta un seconda ipotesi: l’ingresso di Solinas nel ministero per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, guidato da Raffaele Fitto. Infine, sempre per quanto riguarda un ruolo nel governo Meloni, a volerlo a fianco a Roma potrebbe essere proprio il suo primo sostenitore: Matteo Salvini, ministro ai trasporti e alle infrastrutture. Tutte le tre ipotesi sarebbero di nuovo in piedi e una di queste potrebbero concretizzarsi subito dopo la fine della legislatura regionale.

Per Solinas, ancora, potrebbe essere messo a disposizione un posto di prestigio in uno dei consigli d’amministrazione degli enti controllati dallo Stato: dalle Poste all’Inps fino all’Anas. Ma tutti, allo stesso tempo, sanno bene che il governatore lotterà fino all’ultimo pur di non farsi sfrattare da Villa Devoto.

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