La Nuova Sardegna

Il disastro delle ferrovie

Un po’ bus e un po’ treno, il viaggio da Sassari a Cagliari è un’odissea

di Claudio Zoccheddu
Un po’ bus e un po’ treno, il viaggio da Sassari a Cagliari è un’odissea

Trenitalia spacca l’isola: chiusi per lavori i binari tra Bonorva e Chilivani. Il diario del viaggio: dall’attesa sotto la pioggia all’affollamento a bordo

08 gennaio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





Oristano Fino a ieri la divisione dell’isola lungo la rete del trasporto su ferro era solo una questione di tempi. Ora, con l’inizio dei lavori sui binari tra Macomer e Chilivani, la frattura è completa. Il treno per Cagliari è un ibrido che prevede il bus.Chi parte da Sassari, deve sciropparsi il viaggio in pullman fino a Macomer. Chi parte da Olbia, prende prima il treno fino a Chilivani, poi si accomoda sul bus e infine, una volta a Macomer, ritorna sul treno. Un’odissea che, se tutto andrà per il verso giusto, durerà fino al 5 maggio. Quattro mesi di passione per i pendolari sardi.

Il viaggio L’inaugurazione della linea ibrida ferro-gomma è bagnata dalla pioggia. Alla stazione di Sassari è ancora buio quando arrivano i primi viaggiatori e la biglietteria è deserta. Dietro il vetro c’è un’operatrice gentilissima che propone il tagliando giornaliero al posto dell’antiquato “andata e ritorno”. Il viaggiatore risparmia due euro ma nessuno comunica che il treno per Cagliari in realtà è un bus. E così, il destinatario delle richieste di informazioni è un agente della polizia ferroviaria che scruta i binari: «Il bus per Cagliari? Bus? Noi non ne sappiamo nulla, Trenitalia non ci ha avvisati».

Pessimo inizio. In realtà il piazzale dove sono posteggiati i due bus sostitutivi è a portata di sguardo, ma un cartello non guasterebbe. C’è un altro problema: alle 7.40 di ieri, a Sassari diluviava. Ma i bus erano parcheggiati in un’area sprovvista di pensiline e chi si apprestava a viaggiare, si apprestava anche a bagnarsi. Comprese mamme e bambini. L’unico rifugio è lo spiovente di un capannone che sembra stare in piedi per miracolo. «Qua non si vede nessuno», dice un uomo intabarrato in un cappotto impermeabile e con una grossa cuffia in testa. Nemmeno il tempo di finire la frase che sul piazzale si materializza il terzo bus, quello giusto.

I viaggiatori sono una quindicina e alle 7.53 il pullman è pronto a partire, in perfetto orario, nonostante la difficoltà di caricare le valigie nel portabagagli e l’accesso avventuroso sul bus di chi viaggia con bimbi e passeggini. La prima fermata è Ploaghe, dove ad attendere c’è un passeggero solitario e alle 8.18 il pullman è di nuovo in strada, direzione Chilivani. Intanto, il riscaldamento fa il suo lavoro e il pullman si riscalda fino a raggiungere temperature tropicali. Il primo consiglio, infatti, è sul vestiario: chi soffre il caldo è meglio che si alleni per uno spogliarello nello spazio angusto delle poltrone del bus, pena la liquefazione.

Ad ogni modo, alle 8.41 il bus è davanti alla stazione di Chilivani: «In leggero anticipo», gongola l’autista. Questione di fasce orarie: il traffico in uscita da Sassari prima delle 8 è davvero poca roba. Otto minuti dopo, con sei passeggeri in più, l’autista punta l’autobus verso Macomer, dove arriva senza problemi (a parte un po’ di nebbia a Campeda) alle 9.36. Sconfitto l'incredibile sbalzo termico tra l’interno del bus e l’esterno della stazione di Macomer, dove aspettano anche due addetti al servizio clienti di Trenitalia prodighi di informazioni, sui binari c’è già il “Regionale 4753” che scalda il suo diesel. Alle 9.53 il Minuetto inizia la corsa verso Oristano, dove arriva (dopo una breve sosta ad Abbasanta) alle 10.33, con soli 3 minuti di ritardo. Una precisione che, lo dicono le lamentale di chi ha viaggiato su altri treni e altri orari, sfumerà nel corso della giornata.

Comunque, l’arrivo ad Oristano è l’ennesimo indicatore della salute e dell’appeal delle ferrovie sarde. Se prima i viaggiatori erano pochi, una volta ad Oristano il treno viene preso d’assalto e i tre vagoni si riempiono come un uovo in un amen. Il centro di Cagliari dista appena 50 minuti e non prevede la combo treno-bus. Magari viaggeranno stretti, ma veloci. Il percorso di ritorno verso Sassari ha una sola differenza: a Macomer i bus in attesa sono due, uno per Sassari e uno per Chilivani.

Quello per Sassari parte dal capoluogo del Marghine alle 12.43 e arriva a destinazione alle 13.44, con appena 8 minuti di ritardo. A Sassari, però, diluvia ancora e prima di guadagnare l’uscita della stazione, i passeggeri sono fradici. Oltre all’abbigliamento giusto, dunque, è meglio ricordare l’ombrello.

Elezioni regionali 2024
Dopo il voto

Elezioni regionali, il centrodestra ancora spera nel ribaltone

Le nostre iniziative