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Nuove Tac e risonanze magnetiche di ultima generazione, slitta tutto al 2026

di Roberto Petretto
Nuove Tac e risonanze magnetiche di ultima generazione, slitta tutto al 2026

La revisione del Pnrr fatta da Governo rinvia di 2 anni l’ammodernamento tecnologico. Nell’isola 97 progetti (52,5 milioni) per apparecchiature di ultima generazione

11 gennaio 2024
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Sassari Tac e risonanze magnetiche di ultima generazione per gli ospedali? Possono aspettare. L’ultima revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, elaborata dal Governo e ratificata dalla Commissione europea a novembre, ha introdotto in sordina il differimento delle scadenze di alcuni capitoli: centrali operative territoriali, telemedicina e ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.

Su quella idea di riorganizzazione l’Europa ha messo il proprio bollino verde, di fatto approvando l’acquisto di apparecchiature moderne per la diagnostica negli ospedali italiani (e sardi) di due anni: dal 2024 al 2026. A livello nazionale devono essere sostituite 340 Tac a 128 strati o più, 190 risonanze magnetiche 1,5 T o più, 81 acceleratori lineari, 937 sistemi radiologici fissi, 193 angiografi, 82 gamma camere, 53 gamma camere/Tac, 34 Pet Tac, 295 mammografi, 928 ecotomografi. «Le apparecchiature sostituite saranno smaltite o riutilizzate in altri siti del Servizio sanitario nazionale», spiega il ministero.

In Sardegna stimare in maniera precisa l’impatto della “revisione” è difficoltoso. Secondo il sito Open Pnrr, diramazione della fondazione Openpolis dedicata al Piano di ripresa e resilienza, la misura 6 (quella relativa alla salute), nella parte dedicata all’ammodernamento tecnologico, in Sardegna prevede un investimento complessivo di 200 milioni di euro. Quasi 150 da fondi del Pnrr, il resto da altre risorse. Un impegno di spesa che dovrebbe andare a sostenere 127 progetti: 22 relativi «all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Digitalizzazione)», 4 al «rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione», altri 4 al «rafforzamento dell'infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione» e 97 «all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero con grandi apparecchiature». Attenzione in particolare a quest’ultima voce: l’investimento previsto è di 52,5 milioni ed è proprio qui che andrà a verificarsi lo slittamento sino al 2026. Nel documento approvato dalla Commissione europea (sulla base delle richieste del Governo italiano) la misura è quella “investimento 1.1 - Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero». Scadenza: 2026.

I pazienti dovranno quindi attendere prima di poter contare su una lunga serie di apparecchiature che avrebbero dovuto ammodernare la dotazione tecnologica degli ospedali sardi.

Apparecchiature più sofisticate, in grado di effettuare diagnosi più precise, di consentire una velocizzazione delle diagnosi e quindi un abbattimento delle liste d’attesa.

Nell’elenco figura una serie di ecotomografi multidisciplinari da distribuire un po’ in tutti gli ospedali (costo medio intorno agli 80mila euro), ma anche tomografi computerizzati a 128 strati da 600mila euro e acceleratori lineari da oltre 5 milioni per l’ospedale Businco, due tomografi a risonanza magnetica da quasi un milione ciascuno a Sassari (Santissima Annunziata e Cliniche San Pietro), risonanze magnetiche nucleari per Alghero, Lanusei, Binaghi, Marino, Santissima Trinità, microcitemico di Cagliari, Cto di Iglesias, Sirai di Carbonia, Segni di Ozieri, San Francesco di Nuoro, San Martino di Oristano, Ns di Bonaria di San Gavino, Giovanni Paolo II di Olbia, dal costo di un milione ciascuna. Più tante altre apparecchiature che avrebbero potuto migliorare l’assistenza ai pazienti sardi. Ci sarà da attendere almeno sino al 2026.

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