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Con Paolo Truzzu

Lavoro, energia e innovazione. Emanuele Cera: «Più lavoro e competenze»

Lavoro, energia e innovazione. Emanuele Cera: «Più lavoro e competenze»

«Non basta vedersi riconosciuta l’insularità. Questa va sostenuta con politiche settoriali attente però alle esigenze delle singole realtà»

10 febbraio 2024
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Oristano Emanuele Cera, 56 anni è stato a lungo sindaco di San Nicolò Arcidano, consigliere e assessore provinciale. Nella scorsa legislatura è stato eletto con Forza Italia, di cui è stato vicepresidente di gruppo. Adesso si candida con Fratelli d’Italia.

Parliamo di energia. In questi anni il pallino delle decisioni si è fermato sempre più ai ministeri. Come invertire la rotta?

«Lo Stato deve riconoscere la nostra centralità decisionale. Per evitare e governare indiscriminati investimenti sulle energie rinnovabili nei nostri territori, così come nel recente passato, occorre concentrarsi nella stesura e approvazione di un atto di zonizzazione e pianificazione, con ampio coinvolgimento dei Comuni, che tenga conto delle peculiarità dei territori, individuando le aree idonee dove installare gli impianti di energia rinnovabile, evitando se possibile l'utilizzo del suolo agricolo tenendo in considerazione l'ambiente, il paesaggio e le attività produttive».

Come rendere meno fragile il nostro sistema produttivo?

«Non basta riconoscere l’insularità, va sostenuta, incentivando sul versante energetico e produttivo i consorzi di bonifica negli investimenti per l'autoproduzione energetica tale da poter abbattere i costi energetici e fornire la risorsa idrica agli agricoltori a prezzi decisamente sostenibili».

Lavoro, i nostri giovani pagano un ritardo nelle competenze anche preuniversitarie preoccupante. Come provare a invertire la tendenza?

«Studio, studio, studio. Occorre agevolare il percorso di studio a tutti i livelli, sostenere maggiormente le Università e rafforzare le sedi gemmate; bisogna incentivare e sostenere la formazione attraverso una stretta collaborazione con il mondo imprenditoriale, valutando le necessità delle aziende e avviare, conseguentemente, un percorso formativo incentrato sulle loro esigenze. Assistiamo quasi passivamente alla progressiva diminuzione di specifiche professionalità; ormai sul mercato del lavoro sono pressoché assenti diverse figure professionali; da qui a qualche anno non avremo più a disposizione saldatori, tubisti, idraulici, elettricisti, muratori e altre figure importanti; occorre fronteggiare questa esigenza in maniera prioritaria, tenendo anche conto della necessità di innovazione di queste figure».

Se dovesse immaginare due settori dove risorse e speranze per i nostri giovani, quali ipotizzerebbe?

«Agricoltura, agroalimentare e il turismo; tutti settori strategici per lo sviluppo della nostra economia. Così si possono frenare spopolamento e della denatalità».

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