La Nuova Sardegna

La storia

Sassari, il seggio 123 salvato da Maria: gli elettori di Biancareddu ospitati a casa Ghisu

di Gianni Bazzoni
Sassari, il seggio 123 salvato da Maria: gli elettori di Biancareddu ospitati a casa Ghisu

Scongiurata la trasferta ai residenti

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Un esempio da cui partire: insegnare che lo spirito di comunità ha un grande valore e fare il primo passo è importante più che stare a parlare. É il vecchio detto: se tu hai una cosa che in quel momento non utilizzi mettila a disposizione per dare un contributo a risolvere i problemi. E a Biancareddu uno dei problemi - perché ce ne sono ovviamente degli altri - era salvare il seggio elettorale numero 123 che non trovava più posto nella ex scuola elementare in fase di ristrutturazione. Così la signora Maria Ghisu ha messo a disposizione (come anticipato nei giorni scorsi dalla Nuova) dei locali attigui alla casa dove vive per insediare il seggio. Via i mobili dall’ingresso e dalla stanza da letto e dentro cabine, tavoli e sedie. Così il seggio 123 è stato salvato e la soluzione sarà valida anche per le europee e per le prossime comunali.

La signora Maria Ghisu ne va fiera e ieri mattina è stata tra le prime a entrare a casa sua per votare. Diritto esercitato. Una sensazione bella, perché a volte basta una buona idea e spirito di collaborazione per sentirsi parte attiva di un progetto di democrazia partecipativa che nasce dal basso.

Lei nella borgata ci vive e ci ha lavorato a lungo prima di andare in pensione e fa parte dell’associazione Borgata di Biancareddu “Per fare comunità” protagonista di tante proposte e sempre disponibile al confronto con le istituzioni.

La piccola borgata ha una popolazione residente un po’ avanti negli anni, per molti di loro sarebbe stato un disagio grave doversi spostare per andare a votare altrove. E poi ci sarebbe stato anche quel fastidio del senso di appartenenza che viene meno, per di più in un luogo dove ci sono difficoltà per i collegamenti con le altre borgate e per il miglioramento dei servizi, per la manutenzione delle strade vicinali e delle discese a mare. Biancareddu è una località semplice, di gente laboriosa (un centinaio di residenti) tra campagna e mare con un turismo rispettoso che sembra appartenere a modelli di vita e di crescita quasi scomparsi. Per attivare il seggio a casa sua, Maria Ghisu ha dovuto fare i conti anche con la solita burocrazia e alla fine è stata definita la cifra simbolica di 100 euro al giorno per la cosiddetta “locazione breve”. L’unica soluzione praticabile in tempi rapidi.

«Lo avrei fatto anche gratis – ha detto – e se fosse stato possibile avrei messo a disposizione un locale nella casa in cui vivo, qui accanto. Ma non era fattibile. Così la soluzione ottimale è stata ritenuta questa della casa libera e sono riuscita a dare a tutti la possibilità di esercitare il voto a Biancareddu senza dover fare pure il pendolarismo elettorale».

«L'ho fatto volentieri per la comunità, spesso isolata – ha affermato Maria Ghisu –. Quando la nostra associazione mi ha prospettato questo eventuale disagio non ci ho pensato due volte, garantendo la disponibilità di alcuni locali di mia proprietà. Sono contentissima quindi del buon esito della vicenda».

Felici anche gli altri componenti dell’associazione, in particolare Stefania Manunta e Giuliana Nuvoli. La proposta è stata formulata e accettata subito. E avere salvato il seggio è stata vissuta come una vittoria di tutta la comunità.




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative