L’assessore all’Urbanistica Aldo Salaris: «Diamo agli enti locali la possibilità di scegliere partendo dai territori»
L’esponente della giunta Solinas: «Quello che sta facendo il Comune di Sassari non va bene»
Sassari La circolare sull’agro non è soltanto una serie di indicazioni per gli addetti ai lavori, è anche un viaggio, puntuale e articolato – non a caso la gestazione è durata mesi – nella storia della disciplina urbanistica nelle campagne dell’isola. C’è tutto, dal decreto Floris in avanti. Una montagna di nozioni e richiami che pagina dopo pagina danno gambe all’indirizzo interpretativo finale dell’assessore Aldo Salaris. Un lavoro che è costato fatica e che lui non accetta di vedere derubricato a «scaricabarile» sui Comuni.
«Non è per niente una circolare confusa – precisa subito Salaris –. Siamo partiti dal presupposto che si può fare tutto ma prima è necessario che i Comuni adeguino i piani urbanistici al piano paesaggistico. E su questo punto abbiamo messo molto risorse per consentire alle amministrazioni di poter pianificare. Rispetto all’agro ora con questo documento stiamo dando certezza di diritto, e stiamo dicendo una cosa molto semplice ai territori: decidete voi. Chi vuole potrà propotte varianti al Puc e scegliere l’ettaro in agro con le procedure previste dalla legge». Attorno alle nuove residenze nelle campagne si è creata una bufera che è cominciata più o meno all’indomani dall’impugnazione della legge 1/2021 da parte della Corte costituzionale. La legge introduceva delle modifiche al Piano Casa che sono state poi cassate dalla Consulta. Tra quelle “salvate” dalla tagliola c’è l’articolo 26 della legge 8/2015, appunto il Piano Casa, che in tre commi ha disciplinato una rivoluzione dell’agro che in realtà si è trasformata in anarchia: alcuni Comuni hanno approvato e continuano ad approvare nuove case nell’agro, altri invece no. Tra i primi c’è il caso di Sassari, capofila dei “nullaosta” all’ettaro in agro.
«Voglio che lo sviluppo avvenga in maniera ordinata – riprende l’assessore –. Io ho il dovere di consentire uno sviluppo omogeneo in tutto il territorio regionale, non come sta succedendo a Sassari». Secondo la circolare, infatti, Sassari ricade tra i Comuni che hanno il Puc adeguato al Ppr e per i quali vale quindi il lotto minimo espresso nello strumento urbanistico che, come in tutti i casi simili di Comuni costieri, è fissato a 3 ettari. E invece si stanno approvando progetti da un ettaro. «Non pretendiamo di dare risposte a tutti – conclude l’assessore – ma bisogna spingere i Comuni ad assumersi le proprie responsabilità pianificando, partendo dai territori. Questo è lo spirito e l’intento con cui abbiamo sviluppato le direttive. Non sono ostative».
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