La Nuova Sardegna

La giungla del caro vita

I volontari dell’Anteas non hanno dubbi: «Gli aumenti hanno creato nuovi poveri»

di Salvatore Santoni

	Il presidente dell'Anteas di Sorso, Giovanni Zappino
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Il presidente dell'Anteas di Sorso, Giovanni Zappino

L’associazione aiuta con spese settimanali oltre 60 famiglie in condizioni di disagio

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Sassari Il primo termometro del caro vita sono le associazioni di volontariato che si occupano di aiutare i bisognosi. A risentire per prime degli aumenti dei prezzi al consumo sono, come sempre, le famiglie che si trovano nel limbo tra ceto basso e medio. Se fino a poco tempo fa una famiglia riusciva a galleggiare intorno alla soglia di sopravvivenza, con i rincari degli ultimi mesi è sprofondata di certo sotto alla soglia di povertà. E quando questo avviene non resta che chiedere aiuto ai servizi sociali o alle varie Caritas.

A Sorso, ormai da molti anni, opera l’associazione Anteas, che fornisce dei pacchi alimentari settimanali con lo stretto necessario per sostentare le famiglie richiedenti. «Con l’addio al reddito di cittadinanza e l’arrivo di questo reddito di inclusione molto più basso registriamo molte più famiglie che chiedono aiuto – spiega il presidente, Giovanni Zappino –. Noi soddisfiamo tutte quelle sotto la soglia Isee di 6mila euro e arriviamo fino ai 9mila. Tutto è diventato più caro e le persone si lamentano molto di questo. Non riescono ad acquistare i beni di prima necessità e noi cerchiamo di sostenerle il più possibile. Abbiamo in carico mediamente 60 famiglie, che per una città come Sorso non sono uno scherzo. E ultimamente stanno crescendo proprio per via di questi aumenti dei beni alimentari».

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