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Turismo

Andrea Orecchioni: «I miei prezzi folli a tavola? C’è chi è disposto a pagare»

di Paolo Ardovino
Andrea Orecchioni: «I miei prezzi folli a tavola? C’è chi è disposto a pagare»

Parla il patron della Scogliera group

13 aprile 2024
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Sassari Quando ha sentito parlare con toni positivi del «menu per cani a 110 euro» e di una pizza «che può costare 100 euro», ad Andrea Orecchioni sono fischiate le orecchie. Il patron della Scogliera group, per questo motivo, chiamato a commentare le parole del neo assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, difende le proprie idee e indica la direzione: «Il turismo di alto livello è in continua ascesa».

Turismo elitario La scorsa stagione estiva è stata la sua: i giornalisti si sono presentati quasi ogni settimana, microfono in mano e cameraman al seguito alla corte di uno dei suoi ristoranti, la Scogliera alla Maddalena. Locale esclusivo, accessibile ai clienti solo via mare, diventato celebre per i suoi prezzi folli. Menu per cani a tre cifre, antipasti con crudité di mare da 1.500 euro, per dire. Il suo caso è stato citato da Cuccureddu ieri sulla Nuova a proposito del turismo da incentivare: «La gente si scandalizza perché in un ristorante della Maddalena c’è il menù per cani a 110 euro, e una pizza può costare 100 euro – così l’assessore –. Oppure si resta scioccati perché un parrucchiere sale su uno yacht e chiede 200 euro per una messa in piega. Ma io dico: siano benedette queste persone che sprecano i propri soldi e li danno ai sardi. Bisogna superare questa barriera ideologica che ci fa dire che l’extra lusso sia un’offesa a chi muore di fame. Chi “butta” i soldi in questo modo, e lo fa in Sardegna, ci fa solo un enorme favore. E questo è il modo migliore per iniziare a ridistribuire la ricchezza tra chi ne ha a dismisura e chi ne ha decisamente meno». «Su Cuccureddu sono molto fiducioso, credo nella sua professionalità», anticipa Andrea Orecchioni. La nicchia d’élite è quella che da anni si è sempre coccolato con i suoi ristoranti. Quello che dà il nome al gruppo in realtà resterà chiuso a lungo per i sigilli apposti nei mesi scorsi per via di una veranda esterna non a norma. Orecchioni, allora, spiega che punterà sui locali a Cannigione, a Cala Portese sull’isola di Caprera e annuncia due nuove aperture, «il ristorante Tanit a Poltu Quatu» e uno oltremare a Forte dei Marmi.

Logica folle Nonostante le critiche piovutegli addosso sul menu esagerato – in passato pare che anche Briatore gliene abbia dette due – Orecchioni ha sempre giustificato i costi con un servizio di alto livello. Il taxi via mare per portare i clienti, camerieri interamente dedicati ai tavoli, atmosfere lussuose e informali, riservatezza. E poi se c’è qualcuno che può permettersi di spendere certe cifre, «ben venga». Intervistato un anno fa sosteneva: «Chi viene qui è abituato a spendere, si va oltre la normale logica. Due giorni fa una coppia ha speso 1570 per la cena e ha lasciato 1500 di mancia». La sua è una proposta che si inserisce in un mondo folle. Ma il punto di partenza era la pizza. «Sì, la riproporrò anche per questa stagione». Quella con gamberi rossi di Mazara del Vallo, burrata di Andria, bottarga e foglia d’oro 24 carati costa 100 euro ed è la più gettonata. Ma ai tavoli, si intenda, viene servita più come sfizio nell’attesa del pasto vero e proprio. «Quest’anno ci aspettiamo una grandissima estate – è fiducioso l’imprenditore gallurese –. Ho ricevuto 300 prenotazioni. Il turismo degli americani è in grande ritorno negli ultimi anni».


 

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