La Nuova Sardegna

Formazione avanzata

I segreti della scuola di Decimomannu che trasforma i piloti in imbattibili top gun

di Andrea Massidda
I segreti della scuola di Decimomannu che trasforma i piloti in imbattibili top gun

Il progetto dell'Aeronautica e di Leonardo: allievi da tutto il mondo grazie ai super simulatori

16 aprile 2024
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Decimomannu Vialetti pulitissimi il cui tracciato è segnato da aiuole con piante rigorosamente a basso consumo idrico, l’ingresso della struttura principale presidiato da fiammanti monovolume con i vetri oscurati, un’ampia ed elegante reception dove ad accogliere gli ospiti ci sono hostess con il foulard al collo e il sorriso a 32 denti che t’indirizzano subito al bar per un caffè, e poco più in là un piccolo quartiere residenziale composto in tutto da cinquantasei appartamentini dove non manca davvero nulla, nemmeno la veranda orientata verso il sole. Poi, pressoché accanto alle abitazioni, una sala mensa più simile a un ristorante di lusso che a un refettorio, e ancora un centro sportivo che può contare su una piscina a sei corsie lunga 25 metri, un’attrezzatissima palestra con due personal trainer, campi da basket, tennis e padel.
 

Master extra lusso Non fosse per il continuo viavai di persone con indosso la classica tuta verde oliva degli aviatori e il rombo dei velivoli supersonici che ogni tanto atterrano e decollano dalla pista, la Scuola internazionale per l’addestramento avanzato dei piloti militari (attiva nella base di Decimomannu dal 4 luglio del 2022 e fiore all’occhiello dell’Aeronautica militare italiana) sembrerebbe qualcosa a metà tra un campus universitario riservato a rampolli dell’upper class e un villaggio vacanze per l’alta società. Del resto, il generale di brigata aerea Edi Turco, a capo del Comando generale Scuole dell’Aeronautica militare e per un giorno nel ruolo di cicerone, lo dice chiaramente: «In questo Master tutto è reso in maniera confortevole affinché gli allievi non abbiano alcun pensiero e si concentrino esclusivamente sull’addestramento». Sinceramente, si vede.

Top gun Una volta terminati i corsi dell’International flight training school, che durano nove mesi, questi studenti con la passione smisurata per il volo non saranno più semplici piloti militari – semplici si fa per dire, ovviamente –, ma veri e propri top gun. E questo grazie alle straordinarie tecnologie di cui è dotata questa specialissima scuola, che attualmente è in grado di formare 80 allievi all’anno provenienti dall’Italia e da altre nove nazioni partner (ora precisamente Regno Unito, Canada, Germania, Qatar, Giappone, Austria, Arabia Saudita, Repubblica di Singapore e Svezia). Ma sono tanti gli Stati che vorrebbero usufruire del servizio. Usa compresi. A spiegare il motivo di tanto successo è Luca Goretti, capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana. «Qui a Decimomannu – dice – addestriamo i piloti militari del futuro, quelli che andranno sui velivoli di quinta generazione e siamo orgogliosi che così tanti Paesi alleati e amici abbiano visto in questo campus una grossa opportunità di crescita professionale per i loro ragazzi. È per noi una sfida, considerato che si tratta di un prodotto completamente italiano di cui andiamo molto fieri».

Sinergia vincente L’International flight training school è in effetti il risultato di un progetto all’avanguardia nel mondo che unisce l’esperienza consolidata della nostra Aeronautica militare con l’eccellenza dell’industria nazionale rappresentata da Leonardo, una società pubblica tricolore attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza il cui maggiore azionista è il ministero dell’Economia e delle Finanze. Una sinergia istituzionale e industriale che risponde alla crescente domanda di alta formazione dei piloti militari.

Sistemi all’avanguardia La tecnologia che più viene invidiata all’Italia è il sistema addestrativo a terra di Leonardo, noto come Gbts (Ground based training system). «Rappresenta un pilastro fondamentale dell' Ifts – evidenzia il colonnello Ivo Ferrazin, comandante istruttore – in quanto grazie a simulatori avanzatissimi consente agli allievi di assimilare diverse competenze senza dover staccare i piedi da terra, quindi riducendo le ore di volo necessarie e i relativi costi».

Indotto Ma questa base è anche un luogo che crea lavoro. «Abbiamo bisogno di tante figure professionali e non sono poche le persone del territorio che lavorano con noi o che fanno parte dell’indotto – dice il colonnello Federico Pellegrini, comandante dell’aeroporto di Decimomannu –, anche le strutture dell’Ifts sono state realizzate da imprese di costruzioni sarde».

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