La Nuova Sardegna

Elezioni comunali

A Sassari i Dem non decidono, il Campo largo in fibrillazione

di Giovanni Bua
A Sassari i Dem non decidono, il Campo largo in fibrillazione

Ancora rinviata la scelta tra Giuseppe Mascia e Gianfranco Ganau

17 aprile 2024
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Sassari Niente da fare. La sospirata “sintesi”, che tutti davano ormai per raggiunta già dalla notte di martedì, non è arrivata nemmeno ieri. Dopo l’ennesima giornata di confronto e attesa. E il nodo, che evidentemente nessuno è in grado di tagliare con un colpo netto, non è ancora stato sbrogliato.

In campo restano due nomi, entrambi nell’area Riformista del partito democratico: Giuseppe Mascia, 48 anni, consigliere comunale e segretario provinciale del partito, e Gianfranco Ganau, ex sindaco, presidente del consiglio regionale e capogruppo Dem. E solo con un passo indietro di uno dei due, che non arriva, si potrà arrivare a uno sblocco della situazione.

A tarda sera il confronto, interno alla corrente, era ancora in atto. E non aveva dato frutti. Comunque vada sarà comunque indispensabile un passaggio in direzione, che potrebbe essere convocata anche questa mattina, per comunicare e condividere la scelta. E, solo allora, si potrà convocare il tavolo di coalizione, dove il Pd potrà presentare il nome del suo candidato agli alleati e partire con la discussione.

Passaggi “barocchi” ma indispensabili per provare a tenere a bada la brace che da giorni cova sotto la cenere. Con Demos, Fortza Paris, Progressisti, Psi e Sinistra Futura che già martedì avevano dato un ultimatum ai Dem: «Decidete o ci riterremo legittimati a nostra volta ad avanzare e deliberare proposte». Proposta che ha già pronta il M5s, che segue il travaglio del Pd alla finestra, ma ha già fatto sapere di avere un nome forte da calare sul tavolo: una donna di primo piano, assolutamente in grado di competere con qualsiasi candidato sia legittimamente indicato dalle altre forze politiche.

Si aprono le prime falle insomma, ed è inevitabile vista la prova di debolezza che la corrente Riformista, largamente maggioritaria in città e “pesantissima” a livello regionale, sta offrendo. Fatta salva l’indisponibilità dei due contendenti a un autonomo passo indietro è infatti evidente che nemmeno i vertici del partito sono stati, almeno per ora, in grado, di governare il confronto. Occupando una casella di primissima fila come quella del candidato sindaco di Sassari che tutti davano per scontato fosse loro appannaggio.

Il tentativo è di evitare uno strappo, che farebbe comunque danni per il proseguo della campagna elettorale in una città sicuramente contendibile ma comunque da conquistare, preferibilmente evitando uno scivoloso ballottaggio nel quale i civici di Nicola Lucchi e il centrodestra del rettore Gavino Mariotti, potrebbero trovare un facile accordo. Ma le logoranti trattative, di fatto interne a un’unica corrente seppur maggioritaria, stanno comunque facendo salire ogni giorno che passa la tensione, oltre che tenere in ghiaccio tutte le ipotesi di allargamento della coalizione, su tutti con la Costituente dell’ex magistrato Mariano Brianda, con i quali i colloqui si sono inevitabilmente interrotti.

C’è poi tutto un “mondo di sinistra” che guarda con sempre maggiore disincanto quello che sta succedendo in questi giorni. Senza riuscire a leggere i motivi di questa lunghissima attesa.

Oggi potrebbe essere il giorno buono. Ma questo ormai si dice da giorni. Non c’è dunque che da attendere e stare a vedere.
 

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