La Nuova Sardegna

Allarme

La stagione irrigua al via, ma è sempre emergenza: le reti sono un colabrodo

di Salvatore Santoni
La stagione irrigua al via, ma è sempre emergenza: le reti sono un colabrodo

La valle del Coghinas in ginocchio per un guasto alla diga. L’assessore all’Agricoltura: «Ora interventi strutturali»

20 aprile 2024
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Sassari Due settimane. È questo il tempo necessario per riuscire a sistemare i problemi alla paratia della diga di Casteldoria che fine marzo sta assetando le campagne della bassa valle del Coghinas. Nel frattempo, le aziende agricole che insistono su oltre 2500 ettari coltivati con ogni ben di dio dovranno stringere i denti, e accontentarsi del bypass temporaneo approntato dall’Enas: tre pompe, che diventeranno quattro a breve, che pescano l’acqua grezza e la innestano direttamente sulle reti del consorzio di bonifica.

È questo il risultato dell’incontro che si è tenuto a Valledoria tra l’assessore all’Agricoltura, Gian Franco Satta, le associazioni di categoria, i Comuni della bassa valle e gli agricoltori della zona. Tra l’altro, il componente dell’esecutivo regionale ha anche spiegato che per poter avviare le manutenzioni, l’Enas dovrà scaricare l’acqua a valle: una situazione che a Valledoria conoscono fin troppo bene e che crea sempre qualche malumore. «Si tratta di una situazione di emergenza – spiega il presidente del consorzio di bonifica del Nord Sardegna, Toni Stangoni –. Ma questa sembrerebbe al momento l’unica soluzione».


Lo scopo principale della riunione era uno: avere la garanzia di poter cominciare la stagione irrigua senza rischiare di trovarsi all’asciutto cammin facendo. Sì, perché la rottura della paratia ha messo in allerta centinaia di agricoltori in un momento in cui sono cominciare le prime giornate di grande caldo, e nel pieno del periodo di piantumazione in campo delle angurie e orticole varie: tutte eccellenze del territorio conosciute anche fuori dall’isola.

E, a quanto pare, gli agricoltori sono riusciti a strappare all’assessore la promessa di un intervento su Enas. «La quarta pompa è in arrivo – ha spiegato Gian Franco Satta –. È possibile quindi procedere alla piantumazione delle ortive. È vero che si andrà a sversare acqua preziosa per poter eseguire gli interventi, e in questo momento la Sardegna non si può permettere di perdere nemmeno un litro d’acqua, ma non possiamo fare altrimenti. Garantiremo la risorsa agli agricoltori dalla diga di Oschiri».

L’assessore non si è accontentato solamente di prendere un impegno con gli agricoltori, ma è andato anche oltre. «Ovviamente vigileremo sul rispetto del cronoprogramma dei lavori che farà Enas – ha aggiunto –. Veniamo da anni di interventi in situazione di emergenza. Ma obiettivo importantissimo sarà uscire dal fatto di dover inseguire sempre emergenze e programmare interventi strutturali, come quelli sulle condotte dove si spreca tanta risorsa. Lo dobbiamo a favore del nostro comparto agricolo, pilastro della nostra economia».

Nel frattempo, al consorzio di bonifica si preparano a un importante taglio del nastro. «Il 16 maggio termineranno i lavori di sistemazione della condotta da 1000 che l’anno scorso si era rotta determinando la mancata erogazione della risorsa a mille ettari – ha ripreso Stangoni –. In appena sei mesi i nostri uffici hanno portato all’appalto (il 26 dicembre) e all’avvio dei lavori».

Al consorzio sanno bene che c’è un problema che pesa come un macigno sulla bassa valle: le reti sono un colabrodo, disperdono circa il 40% dell’acqua.

«È fondamentale programmare una seria manutenzione delle reti di distribuzione – ha spiegato il vicepresidente del consorzio, Francesco Pala –. Dal 2015 ad oggi abbiamo eseguito su tutto il territorio di nostra competenza 13 mila interventi di manutenzione sulle condotte fatiscenti: significa che dobbiamo intervenire il prima possibile con un piano di interventi».

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