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Nella Lega continua l’emorragia di consensi: anche Andrea Piras dice addio e accusa il segretario Michele Pais

Nella Lega continua l’emorragia di consensi: anche Andrea Piras dice addio e accusa il segretario Michele Pais

L’ex consigliere regionale va nell’Udc: «Perdente la formula dell’uomo solo al comando I risultati hanno dato ragione a chi aveva previsto il disfacimento del movimento»

20 aprile 2024
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Sassari Anche l’ex consigliere regionale Andrea Piras saluta e va via: l’ennesimo addio alla Lega si è consumato ieri con una lettera piena di rimpianti e condita da qualche accusa. Quando la Lega veleggiava con percentuali di consenso stabilmente in doppia cifra, il leader Matteo Salvini aveva ambizioni da premier per nulla nascoste e nel territorio il partiti del Carroccio arruolava adepti ad ogni latitudine, isole comprese. Ma negli ultimi anni il consenso è via via evaporato, nelle ultime regionali la Lega non ha raggiungo il 4 per cento dei consensi e ha eletto nell’assemblea un solo consigliere, Alessandro Sorgia.

Le porte girevoli del partito hanno funzionato soprattutto in uscita. Aveva cominciato Giovanni Nurra nel 2019, ma poi la truppa degli scontenti si era col tempo irrobustita. Nel 2020 l’addio di Daniele Deiana a Sassari e della consigliera regionale Sara Canu. Nel 2021 dimissioni di massa a La Maddalena. L’anno peggiore il 2022: via il vicesegretario regionale Massimiliano Piu, il responsabile attività produttive Lidia Palma, due dirigenti di Budoni, Franco Michele Ventroni Serena Carta, Angelo Cubeddu, commissario di Alghero, la consigliera regionale Annalisa Mele, il sindaco di Illorai (primo sindaco leghista sardo) Tittino Sebastiano Cau, e soprattutto l’ex assessore regionale ai Trasporti, Giorgio Todde. L’anno scorso altro addio eccellente: quello dell’ex assessore alla Sanità, Mario Nieddu. La debacle alle ultime regionali è apparsa come un evento annunciato. Il partito che, in ticket con il Psd’Az, esprimeva il presidente della Regione, ora non ha neppure un gruppo consiliare. Ieri il nuovo capitolo: Andrea Piras, consigliere regionale nella passata legislatura e consigliere comunale a Cagliari, ha detto addio alla compagnia leghista per approdare nell’Udc. Nella lettera anche una serie di accuse: «Ho provato profondo dispiacere nel constatare che, per quanto riguarda la struttura sarda, sono stati traditi i valori fondanti».

Per Piras il segretario regionale, Michele Pais, «ha scelto la formula dell“uomo solo al comando”» secondo «una dinamica» che, per Piras, «è incompatibile con il Dna Lega e con tutti quei militanti o semplici simpatizzanti che ritengono fondamentale l’ascolto dei cittadini e il più profondo dialogo con gli iscritti».

La ferita delle elezioni regionali è aperta e infetta: «I risultati hanno dato ragione a chi aveva previsto il disfacimento del movimento - attacca Piras -, qualora la scelta dei candidati fosse ricaduta su figure, certamente valide, ma avulse da qualsiasi ragione storica e valoriale della Lega. Nonostante il disaccordo manifestato dai militanti, ragioni di opportunismo elettorale hanno portato in quella direzione».

Il risultato finale, meno del 4 per cento, è il prodotto finale che porta all’atto d’accusa dell’ex consigliere: «Oggi, il solo rappresentante della Lega in Consiglio regionale non ha una storia leghista, non ha condiviso il progetto che ha fatto crescere il partito e che iniziava a dar frutti, non tanto sulle percentuali al seggio, ma con la crescita e il radicamento territoriale, vero pilastro di qualsiasi iniziativa politica».

Meglio dirsi addio, a questo punto. Piras ritiene di non poter più «condividere le scelte dell’attuale Segreteria regionale». L’approdo è verso il centro: «Ho scelto di confrontarmi con i vertici sardi dell’Udc», dice ancora Andrea Piras, convinto di poter «portare avanti la voce dei cittadini e lo farò da subito, mettendomi a disposizione per le imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Cagliari».
 

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