La Nuova Sardegna

Comunali Cagliari

L'accordo tra Massimo Zedda e Azione non piace al Campo largo: alta tensione tra M5S e Progressisti

di Andrea Massidda
L'accordo tra Massimo Zedda e Azione non piace al Campo largo: alta tensione tra M5S e Progressisti

Lunedì tavolo di coalizione per evitare strappi quando manca poco più di un mese al voto

26 aprile 2024
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Cagliari Campo largo? Sì, grazie. Ma non troppo. Soprattutto se la superficie politica del centrosinistra la si vuole estendere per far spazio a un partito come “Azione” di Carlo Calenda, che alle Comunali di Cagliari in programma l’8 e il 9 giugno intende sostenere Massimo Zedda (Progressisti) presentandosi con il proprio simbolo, mossa espressamente vietata dal patto di coalizione e indigesta al M5s. Anche perché quello stesso partito parvenu, alle Regionali del 25 febbraio scorso si era schierato con Renato Soru spaccando il fronte che supportava Alessandra Todde, poi comunque eletta presidente.

Tavolo di coalizione Per capire come venir fuori dalla vicenda che da due giorni rischia di minare i rapporti tra M5s e i Progressisti – prima saldamente uniti nella corsa per la riconquista della poltrona di sindaco a Palazzo Bacaredda – lunedì prossimo si riunirà a Cagliari il tavolo di coalizione di centrosinistra. Ai pentastellati sardi, infatti, non è piaciuta per niente la nota stampa con la quale Sebastiano Tola, segretario provinciale di Azione, giovedì scorso annunciava che il partito di Calenda aveva raggiunto con Massimo Zedda l’accordo per il sostegno della sua candidatura a primo cittadino del capoluogo regionale. E come se tutto ciò non bastasse, a provocare il mal di pancia dei Cinque stelle è stato il commento espresso poco dopo dallo stesso candidato sindaco: «Sto lavorando per rafforzare la coalizione e dare alla città un nuovo futuro di pace, di lavoro e di crescita civile ed economica – sono state le sue parole a caldo –, apprezzo la scelta di Azione di sostenere il programma della coalizione e la mia candidatura con una propria lista». Apriti cielo.

Bocche cucite Ora come ora l’ordine di scuderia lanciato dai leader isolani di M5s e Progressisti è quello di mantenere la bocca chiusa su questo pasticcio che, a poco più di un mese dalle elezioni, potrebbe portare a uno strappo nel centrosinistra sardo. «Se volete parlo di Cagliari, ma non di altro», commenta laconicamente il diretto interessato Massimo Zedda. Mentre il coordinatore regionale dei Progressisti, Luciano Uras, è irreperibile. Così come non risponde al telefono il senatore pentastellato Ettore Licheri. E Michele Ciusa, capogruppo in consiglio regionale dei Cinque Stelle, spiega che «non c’è niente da dire se non che al momento siamo in una fase di riflessione». A puntare subito i piedi contro l’abbraccio ad Azione ci sono invece Alleanza verdi e sinistra e Psi-Sardi in Europa: «Il patto prevede aperture soltanto a liste civiche vere».

Il Partito democratico A intervenire sulla questione, sebbene con estrema prudenza, è invece il segretario cittadino del Pd, Guido Portoghese, confermando che lunedì pomeriggio il tavolo del centrosinistra cagliaritano si riunirà per analizzare la mossa a sorpresa di estendere l’alleanza ad Azione. «Avevamo dato a Zedda un mandato esplorativo per capire chi fosse disposto ad aderire al progetto del campo largo – spiega l’esponente dem –, però si era parlato di liste civiche: nel momento in cui si ragiona sull’apporto di un partito che alle Regionali era contro di noi, ovviamente sorgono alcune criticità». E al giornalista dell’agenzia di stampa Dire che gli fa la domanda sull’ipotesi di una frattura con i 5s, Guido Portoghese risponde così: «Non la prendo nemmeno in considerazione, i Cinque Stelle devono restare nella nostra coalizione. Stiamo iniziando a governare insieme la Regione, non esiste introdurre elementi che possano creare un danno a questo progetto».
 

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