La Nuova Sardegna

La siccità

Invasi a secco nell’isola, partono i razionamenti nelle campagne in Baronia e in parte del Sassarese

di Salvatore Santoni
Invasi a secco nell’isola, partono i razionamenti nelle campagne in Baronia e in parte del Sassarese

A Cagliari la decisione dell’autorità di bacino. Le riserve idriche non sonno sufficienti

07 maggio 2024
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Sassari La grande sete dell’isola comincia a fare le prime vittime. Sono le campagne attorno a Posada e quelle della Valle dei giunchi, nella Nurra. Per loro, e le relative aziende agricole, la stagione irrigua 2024 non potrà partire. Il comitato istituzionale dell’autorità di bacino si riunisce oggi, dopo settimane di incontri e cabine di regia, per approvare il piano delle risorse idriche che prevede un ulteriore giro di vite sui vincoli negli invasi e anche qualche sacrificio.

È un gioco di incastri per garantire l’acqua potabile, che richiede necessariamente di chiudere i primi rubinetti nelle campagne. Una scelta obbligata con i bacini che cominciano a svuotarsi di acqua, la pioggia che sparisce dai radar meteo e la mappa degli invasi che si tinge di un arancione sempre più tendente al rosso.

Dati macro I numeri della ripartizione del sistema idrico regionale nel suo insieme sono questi: 218 milioni di metri cubi saranno destinato per l’utilizzo potabile, 22 milioni per quello industriale, 404 milioni per la stagione irrigua. Le scorte complessive al 30 aprile 2024 non riuscirebbero a garantire il fabbisogno in un orizzonte di 18 mesi. Il dato quindi non è incoraggiante ma per ora consente di tenere il sistema in piedi. Il problema è che a livello locale ci sono situazioni molto critiche.

Bidighinzu Attualmente nell’invaso del Sassarese ci sono 7,59 milioni di metri cubi. Per gli usi idropotabile ne servirebbero 15 milioni all’anno, mentre l’utenza irrigua della Valle dei Giunchi ne richiederebbe 1 milione. La buona notizia è che attualmente è attivo il collegamento col Temo, che sopperisce alla domanda idropotabile. Quella cattiva è che il sistema Temo-Cuga è a sua volta in difficoltà per la carenza di acqua e quindi la Valle dei Giunchi, famosa per le sue carciofaie, quest’anno rimarrà a secco.

Flumendosa Nel sistema Flumendosa-Campidano-Cizerri gli invasi Nuraghe Arrubiu e Monte Su Rei sommano 258 milioni di metri cubi, cioè poco più della metà dei 417 milioni presenti nello stesso periodo dello scorso anno. Per questo motivo già da fine marzo l’Enas ha attivato il sollevamento Tirso-Flumendosa per contribuire (con 33 milioni) a ridurre il deficit rispetto alla domanda agrozootecnica.

Maccheronis Il lago Posada è in crisi nera: ha 9 milioni di metri cubi. Considerato che 5,90 milioni se ne vanno per l’idropotabile, il comitato è orientato a chiudere i rubinetti per l’agricoltura. Verrà invece soddisfatta, con 1,2 milioni di metri cubi, la domanda delle aziende zootecniche e gli utilizzi assimilabili a quelli civili allacciati alla rete consortile.

Monte Lerno L’invaso di Pattada è in difficoltà: conta 22 milioni di metri cubi di acqua. E quindi prudenzialmente per l’agricoltura verranno assegnati soltanto 12 milioni, replicando in sostanza la situazione di penuria che si è verificata durante la stagione irrigua del 2023. La situazione dell’invaso di Sos Canales, che conta soltanto 1 milioni di metri cubi e manda acqua all’acquedotto del Goceano, ha reso necessario l’avvio del sollevamento dall’invaso di Monte Lerno.

Nuovi vincoli Tra gennaio e febbraio di quest’anno il comitato ha deliberato una serie di vincoli di risorsa idrica per l’utilizzo prioritario, cioè acqua grezza da riservare per l’uso potabile. Nel caso del sistema Flumendosa (Tirso, Leni, Flumineddu, Nuraghe Arrubiu e Mulargia) il vincolo ammonta a 184,7 milioni di metri cubi; 12 per quello dell’Ogliastra (Bau Muggeris); 0,5 per l’Alto Cixerri (Punta Gennarta); 11,5 per l’Alto Coghinas (Monte Lerno); 23 per il Temo; 3 per il Cuga; 3,6 per il sistema Posada (Maccheronis); 8,5 per il sistema Sulcis (Cixerri). Con la delibera odierna si dovrebbero aggiungere i seguenti vincoli: 5 milioni di metri cubi nel sistema Sulcis (Cixerri) che passa quindi a 13,5 milioni; 3 milioni nell’invaso del Cuga, che passa a 6 milioni; e 2,3 milioni nell’invaso di Maccheronis (Posada), che passa a 5,9 milioni.

Alto Cixerri Tra gli invasi di Punta Gennarta e Medau Zirimilis ci sono 3 milioni di metri cubi, meno della metà dello stesso periodo dello scorso anno. Questo a causa degli eccessivi consumi registrati negli anni scorsi sia dai lavori in corso sugli sbarramenti di Medau Zirimilis. La domanda per gli usi irrigui verrà quindi soddisfatta in parte dall’invaso di Punta Gennarta e in parte da quello del Cixerri attraverso il sollevamento Uta Nord.

Bau Pressiu Il lago nel Sulvis è vuoto a causa di recenti lavori sullo scarico di fondo e quindi la domanda idropotabile, che ha un fabbisogno di circa 8 milioni di metri cubi l’anno, viene garantita dal sollevamento dell’invaso del Cixerri a Genna is abis.

Chi sorride L’unico invaso che non conosce crisi è quello nel lago Omodeo, a Cantoniera Tirso, che alla fine del mese di aprile ha registrato un volume pari al 99% della capacità. E quindi non soltanto può garantire acqua potabile a volontà, ma potrebbe soddisfare la domanda irrigua non per uno ma addirittura per due anni.

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