La Nuova Sardegna

Il recupero

Villasimius, la tragedia dei due amici sub: uno è morto per salvare l’altro

di Gian Carlo Bulla
Villasimius, la tragedia dei due amici sub: uno è morto per salvare l’altro

La possibile dinamica della sventurata immersione tra l'isola dei Cavoli e Serpentara

07 maggio 2024
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Villasimius Le speranze erano ormai pressoché nulle, ma ieri mattina è arrivata la conferma: Stefano Bianchelli, 56 anni, e Mario Perniciano, 60, sono morti durante una immersione in un fondale tra le isole dei Cavoli e Serpentara, dove è adagiato il relitto del grande piroscafo da carico armato San Marco affondato il 1 giugno 1941 dopo essere stato centrato da alcuni siluri lanciati dal sommergibile britannico Clyde. La passione e l’amore per il mare è stata fatale per entrambi. I corpi privi di vita dei due sub sono stati avvistati ieri mattina intorno alle 10,30 da un “ROV”, (Remotely operated vehicle), un veicolo (drone) sottomarino dotato di telecamera e pinze a comando remoto condotto da un tecnico altamente specializzato, in dotazione ai vigili del fuoco. I corpi si trovavano uno accanto all’altro a circa 20 metri dal relitto del piroscafo dove i due avevano collocato un petagno e una boa segnaletica. Poco dopo l’avvistamento sono state attivate le procedure per recuperare i due corpi che sono state coordinate dalla capitaneria di porto guardia costiera di Cagliari, così come le ricerche. Nella tarda mattinata di ieri i sommozzatori dei vigili del fuoco di Cagliari con l’ausilio del “rov” sono riusciti a recuperare solo il corpo di Mario Perniciano che è stato, poi, issato a bordo del cacciamine 5554 Gaeta della Marina militare. Il recupero del corpo di Stefano Bianchelli è stato rimandato a questa mattina a causa delle proibitive condizioni del mare. I due corpi saranno trasportati nell’istituto di medicina legale del policlinico di Monserrato.

Rita Cariello, il sostituto procurato che coordina le indagini avviate per far piena luce sulle cause che hanno provocato la tragedia, ha incaricato il medico legale Roberto Demontis, che è anche un esperto sub, di effettuare l’esame autoptico finalizzato a stabilire con esattezza le cause della morte. Il pm ha anche disposto il sequestro delle bombole e dell’attrezzatura utilizzata dai due sub. Con molta probabilità la sciagura è stata provocata da un improvviso malore che ha colpito uno dei due sub, legati da una profonda amicizia. L’altro anziché mettersi in salvo altruisticamente si sarebbe attardato a prestargli soccorso incurante dell’autonomia della bombola di ossigeno. «Conoscevo molto bene sia Stefano che Mario, afferma Lino Cozzuto, presidente dell’associazione Guardie ambientali Sardegna –. Non riesco a darmi una spiegazione. Si è trattato senz’altro di un malore. Entrambi erano molto preparati e meticolosi nell’organizzare le immersioni».

Stefano Bianchelli, originario di Lodi, da circa un quarto di secolo era residente a Villasimius. Era una persona lungimirante: nel 1998, quando è stata istituita con decreto del ministero dell’Ambiente l’Area marina protetta di Capo Carbonara è stato il primo a credere nel suo futuro e a investire i risparmi aprendo il centro diving “Pro dive scuba service”. Bianchelli era sopravvissuto a un terribile incidente accaduto il 20 ottobre 2022 nella provinciale 17, tra Torre delle Stelle e Geremeas. Con la moto si era schiantato contro un furgone e per circa due mesi era rimasto in coma nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Brotzu di Cagliari.

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