La Nuova Sardegna

L'emergenza

Alberghi e resort restano senza acqua, Giovanni Sanna compra due dissalatori

di Claudio Zoccheddu
Alberghi e resort restano senza acqua, Giovanni Sanna compra due dissalatori

Stagione a rischio in Sardegna, gli operatori: «La Regione ci ascolti»

10 maggio 2024
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Sassari Vivere di turismo. Un obiettivo possibile, non c’è dubbio, su cui spesso, però, la retorica supera la realtà. L’emergenza idrica causata dalla siccità è sufficiente a far crollare i castelli di carta costruiti sulle prospettive turistiche dell’isola. Per sopravvivere con un discreto margine di tranquillità sarà necessario ingegnarsi e mettere mano al portafogli. Un po’ come ha deciso di fare Giovanni Sanna, uno dei leader del settore alberghiero che con il suo gruppo “Studiovacanze”, gestisce e controlla 18 strutture tra hotel, residence e resort, di cui alcune proprio nella zona rossa dell’emergenza idrica. E siccome l’idea di fare turismo senza avere l’acqua potabile non può stare in piedi, l’imprenditore ha deciso di acquistare due dissalatori da destinare alle strutture che, già da qualche giorno, sono rimaste a secco. Per il momento si tratta delle restrizioni per l’irrigazione ma presto, tra San Teodoro e Budoni, i rubinetti potrebbero restare chiusi anche per gli usi potabili. Dunque, se non arriveranno le piogge, la stagione potrebbe avere un epilogo disastroso. A pagare il conto più salato potrebbero essere alcune delle zone più sviluppate sotto questo punto di vista. Budoni e San Teodoro, infatti, dovrebbero essere le prime destinazioni turistiche a restare senza acqua potabile.

L’emergenza «Per il momento, tre giorni fa, è stata chiusa l’acqua destinata all’uso non potabile. In sostanza, non possiamo irrigare i giardini – spiega Giovanni Sanna –. Chiaramente, questa è già una difficoltà enorme perché dovremo iniziare la stagione con le nostre aree verdi non al massimo». Ma il futuro potrebbe riservare sorprese ben più sgradite: «Sono in contatto con i responsabili dei consorzi di bonifica e le prospettive sono drammatiche. Per questo abbiamo deciso di acquistare due dissalatori, che hanno un costo compreso tra i 150 e 200mila euro. Per il momento saranno due, poi li acquisteremo per le altre sedici strutture del gruppo. La spesa è impegnativa, ma non abbiamo alternative e poi, il problema dei dissalatori non è solo il costo d’acquisto perché sono apparecchiature che consumano tantissima energia elettrica».

Conti alla mano è comunque meglio premunirsi. Anche perché dalle parti di Budoni e San Teodoro l’estate è alle porte, non solo dal punto di vista meteorologico: «Entro la fine del mese avremo circa 6 mila ospiti nelle nostre strutture – precisa Sanna – e quando saremo a pieno regime arriveremo a circa 10.500 ospiti nelle strutture che abbiamo in tutta l’isola». Numeri che nell’isola valgono quelli di una cittadina di medie dimensioni su cui Sanna e il suo “Studiovacanze” ha deciso di investire immediatamente, senza aspettare l’intervento pubblico: «Anche in questo caso non abbiamo avuto molte alternative, perché se anche si trovasse adesso la strada giusta da percorrere per combattere la siccità, i primi risultati arriverebbero tra diversi anni – continua Giovanni Sanna – e noi non possiamo aspettare».

Ad ogni modo, anche la parte pubblica dovrà iniziare a correre: «Nell’immediato non vediamo soluzioni oltre alla proclamazione dello stato di calamità naturale e all’intervento della Protezione civile, quando sarà necessario. Per il futuro, invece, è chiaro che stiamo parlando di dinamiche devono essere risolte a livello regionale. Noi stiamo coinvolgendo le associazioni degli albergatori – conclude Sanna – e speriamo che la Regione fissi, in tempi brevi, un incontro in cui si potranno discutere gli argomenti legati alla siccità». Nel frattempo non si può fare altro che sperare nella pioggia, nella speranza che arrivi.

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