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Al Gremio dei sardi di Roma gran pomeriggio con Neria De Giovanni e il suo ultimo libro: “Europa”

di Antonio Maria Masia (*)
Al Gremio dei sardi di Roma gran pomeriggio con Neria De Giovanni e il suo ultimo libro: “Europa”

“Una dea, un Continente”: confronto e dibattito sull’interpretazione dei temi mitologici in chiave femminile

16 maggio 2024
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Roma Bellissimo, interessante e molto partecipato l’incontro al Gremio dei sardi di Roma con Neria De Giovanni e il suo ultimo libro “Europa, una dea un Continente”. In apertura dopo aver calorosamente applaudito la socia d’onore Maria Lina Martin per i suoi 103 anni compiuti e meravigliosamente portati, accalorato è stato l’invito del Gremio per la destinazione del 5xmille all’Associazione romana Sos Thalassemia rappresentata nell’occasione dal presidente e dal direttore: i professori ematologi Sergio Storti e Antonio Amato che hanno ringraziato e presentato in breve lo stato dell’arte sulla ricerca e sul contrasto all’Anemia mediterranea o morbo di Cooley che tanto gravemente ha colpito e colpisce la Sardegna, e non solo.

Subito dopo, un omaggio gioioso a Europa e a Neria con L’Inno alla gioia di Beethoven, l’inno dell’Unione europea, eseguito al pianoforte dal maestro Massimo Cappello e la proiezione, in anteprima, di un brevissimo ma intenso video su Grazia Deledda. Sarà tema specifico di un futuro evento, il documento prodotto dal Gremio per la regia di Francesco Madonna, alla presenza degli attori Stefania Masala e Alessandro Pala, fra i protagonisti.

E a seguire le anticipazioni sui prossimi due eventi del Gremio: il 4 giugno ricordo di Giorgio Asproni e il 15 giugno ricordo di Maria Carta. E nel mezzo il Viaggio in Sardegna! Il segretario Ivan Meloni ci ha raccontato, con proiezioni di immagini spettacolari sulla Sardegna il prossimo imminente tour nell’Isola, dal 10 al 17 giugno che lui condurrà e coordinerà, per il Gremio e per la Nuova micologia a beneficio di un gruppo di circa 50 iscritti. Un’iniziativa che si ripete da alcuni anni con ottimo apprezzamento e successo. Anche un modo efficace e piacevole, viene sottolineato, per diffondere la cultura e l’economia della Sardegna.

Scorrevole, piacevole e attrattivo il libro di Neria. In questo caso, come evidenziato dall’interlocutore e coordinatore e ben sottolineato dall’autrice, anche bravissima lettrice di alcune pagine, il testo si svolge appieno sul filone della mitologia, tema a lei molto caro. In passato Neria si è cimentata, spesso, con la complessa genealogia degli antichi dèi, delle ninfe e dei loro ascendenti e discendenti. Ricordiamo: Arianna (il filo, uno dei miti più conosciuti) e Tacita Muta.

Con Europa Neria, che spesso ha scritto su grandi donne: Ilaria del Carretto, Amalasunta, Hildegarda di Bingen, Lela Mora, Simone Weil... e che è fra le maggiori esperte di Grazia Deledda, ci racconta un’altra storia, diversa da quella al maschile tramandataci dalla storia. Si tratta di una interpretazione dei temi mitologici in chiave femminile, chiave che permea fortemente e con fierezza la sua scrittura e la sua critica letteraria militante: è presidente dell’Associazione internazionale dei critici letterari, Aicl, finalizzata a riscoprire e valorizzare, documentando e analizzando, l’apporto alle arti, in tutti i settori, del talento femminile, purtroppo troppo spesso misconosciuto e anche deriso, sin dagli inizi dell’umanità. Europa nasce dea, da Agenore, re di Tirso, e da Telefasa una dea marina, ma cresce libera e autonoma, desiderosa di uscire, di partire, di varcare il grande mare oceano che le si para davanti. Vuole capire cosa c’è oltre. Bello e significativo il primo esergo di Mark Twain, collocato all’inizio del libro: molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri. Ricorda il dantesco: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Ed ecco la prima rivoluzionaria intenzione che Neria attribuisce alla donna dea che da suo nome alle terre su cui approderà partendo dall’Oriente verso l’Occidente: Europa. È una donna che decide e va oltre, esplora e scopre. Non un uomo, non un dio! E lei, la vergine Europa, che dice no e si rifiuta, quando giovane e bellissima sente su di sé la rapace e predatoria voglia del capo degli dèi Zeus, abituato a violare qualsiasi ninfa o dea che attirasse la sua attenzione. Di nascosto, ma non troppo, dalla sua sposa Era che, scoperta la marachella, si vendicava atrocemente sulle vittime, piuttosto che sull’infedele regale marito. Europa sta al gioco erotico di Zeus che si presenta sotto forma di toro mansueto in spiaggia per portarla via e poi violarla. Ma è lei che decide di partire, tanto forte è il suo desiderio di conoscere, è lei che sfida l’oceano di cui non ha paura, lei è nipote del dio del mare Poseidone, è lei che pervenuta ai lidi dell’isola di Creta sulla groppa del toro, decide di non sottostare alle voglie di Zeus, appena trasformatosi in uomo bello e affascinante. Lo desidera, è vero, ma non è ancora il tempo, non è l’ora. Deciderà lei quando avere da lui tre figli, tre futuri re: Minosse (che sarà il padre del mostruoso Minotauro da cui sfuggirà l’eroe Teseo solo grazie al filo della dea della Luna nera: Arianna), Radamanto, Sarpedonte e Carno. Lei sceglierà quando lasciarlo e quando rimandarlo indietro alla sua sposa.

E, ancora, c’è dell’attualità a rileggere gli antichi miti, pieni di dèi predatori sessuali violenti e donne vittime, alla luce dell’incremento incredibile e inaccettabile di questi tempi cosiddetti moderni e aperti, dell’esecrabile fenomeno della violenza sulle donne, come dimostra il secondo esergo di Francesca Sensini: "È bene mettere le parole giuste sulle cose, senza eufemismi; decostruire, per esempio, le ragioni per cui invece di “stupro” sentiamo parlare di “rapimento,” o, più aulicamente, di “ratto”, per Europa, per Persefone”. Europa uguale libertà, uguale indipendenza, uguale Donna. Anche un viso da ammirare: basta guardare in trasparenza una qualsiasi banconota euro che da lei deriva la sua radice linguistica per vedere ciò che in apparenza non si vede: il suo bel viso. Un libro da non perdere, leggibile d’un fiato! E, a proposito di miti, sottolinea Neria, prima di concludere: attenzione! I miti non sono solo e semplicemente leggende e favole, totali invenzioni e bugie… attingono e attengono alla realtà umana, ai sogni, alle esperienze, alle tradizioni, alle religioni, ai costumi delle comunità che li creano e li tramandano. Sono temi da riflettere! Chiude Massimo Cappello con le note famose e bellissime del grande musicista francese, ma originario di Ozieri, Francis Lai: Un homme et une femme, prima del gran finale con il gusto e i profumi dei prodotti sardi.

(*) Presidente del Gremio dei sardi di Roma

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