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Budoni

Siccità, la locatrice delle case vacanze: «I giardini delle ville lasciati ingiallire»

Siccità, la locatrice delle case vacanze: «I giardini delle ville lasciati ingiallire»

Dall’agenzia per le vacanze “Sweet home” raccontano la lotta agli sprechi

18 maggio 2024
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Budoni Stando ai numeri comunicati dall’ufficio turistico comunale, si supera il muro delle diecimila unità tra seconda case regolarmente registrate, affittacamere, strutture ricettive, case vacanze. Un numero importante perché la richiesta, negli anni, è aumentata sempre di più. Budoni è incastonata tra la movida notturna teodorina e gli itinerari della Baronia a sud e tra le boutique smeraldine a nord. Meta per lo più per le famiglie.

All’entrata del comune, Budoni sweet home è un’agenzia che si occupa proprio di offrire servizi di locazione per le vacanze. Stefania Murrighile, titolare, commenta la situazione: «Un enorme danno». L’emergenza idrica incide anche qui. Per la serie: cose semplici di cui ci si accorge quando vengono a mancare. E fare i conti con i litri di acqua significa, all’atto pratico, «stare attenti agli sprechi per ogni aspetto. Durante le pulizie, nella cura del verde, nel servire la biancheria – spiega –. Per esempio ora cerchiamo di fornire i set di biancheria per le persone esatte che affittano gli appartamenti. Mi spiego meglio: se un’abitazione è per sei ma nell’effettivo la usano due persone, ecco facciamo trovare proprio solo due set». Così si evitano lavatrici inutili in più e consumo idrico non motivato. Le ville che hanno un giardino, vedono piano piano i cespugli diventare sempre più gialli. Perché anche innaffiarli, ora, è un’attività che va limitata. «Per fortuna, contiamo tanti appartamenti già attrezzati con la propria cisterna – spiega Stefania –, ma in alcune frazioni accade che chiudano del tutto l’acqua, come a Porto Ottiolu. Per questo ci stiamo organizzando noi per dover mettere delle cisterne esterne nelle verande».

Com’è che si dice? Fatta la legge, trovato l’inganno. Emanata l’ordinanza, c’è chi se ne infischia. «Esatto, ed è ciò che fa arrabbiare. Perché è evidente. All’interno di complessi abitativi sbuca il giardino verde e innaffiato in mezzo agli altri che ingialliscono, e di conseguenza anche i clienti si insospettiscono e chiedono spiegazioni. “Perché altri possono e noi no?”, e li capisco». Non tutti a Budoni hanno adottato comportamenti virtuosi contro l’emergenza idrica. Stefania Murrighile ride, e forse è una risata nervosa, all’idea di doversi ritrovare a breve a dover spiegare agli ospiti delle case che non dovranno usare acqua. “Queste sono le chiavi, questi gli interruttori della luce e questo il bidone che dovrete riempire ogni sera quando non ci sarà acqua nei rubinetti”, sarà qualcosa del genere. «L’imbarazzo c’è, abbiamo paura di dover arrivare a tanto e di sentire le reazioni delle persone». Infine, propone al Comune: «Dovrebbe fare qualche controllo, non so, per sapere chi ha la cisterna propria e chi no e si lava lo stesso l’auto o innaffia il giardino». Con droni o con addetti specializzati. E suona tristemente, appunto, come una caccia alle streghe edizione 2024. (p.a.)
 

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