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La Nuova@Scuola, un progetto nato in Sardegna e modello per il resto d’Italia

La Nuova@Scuola, un progetto nato in Sardegna e modello per il resto d’Italia

Alberto Leonardis, Sae: «Le scuole sono il nucleo fondante della società»

20 maggio 2024
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Sassari Ritmi incalzanti e rispettati perfettamente, grazie alla direzione artistica delle Ragazze Terribili e alla conduzione di Daniele Coni. La festa conclusiva del progetto La Nuova@Scuola 2024 non ha visto soltanto le esibizioni dei ragazzi e delle ragazze provenienti da tutta l’isola. È stata anche l’occasione per tracciare un bilancio di un progetto che è arrivato alla settima edizione.

«È una meraviglia vedere il teatro così pieno – ha esordito il direttore della Nuova Sardegna Giacomo Bedeschi -. Ed è stato meraviglioso leggervi in questi mesi, quando avete raccontato le vostre emozioni sulle nostre pagine». Bedeschi ha ceduto la parola al suo predecessore, Antonio Di Rosa, l’inventore della Nuova@Scuola: «Non immaginavo di arrivare al settimo anno così, con questa partecipazione da parte vostra e dei partner. Mi hanno colpito molto le parole di Giulia, studentessa del Canopoleno: ogni parola scritta è stata un passo alla scoperta di noi stessi». L’importanza della Nuova@Scuola è stata ribadita dal presidente del gruppo SAE Alberto Leonardis: «Un progetto importante, nato qui in Sardegna e che abbiamo esportato in Toscana ed Emilia. Il progetto più importante del gruppo, in grado di darci dei valori e farci stare all’interno della società, soprattutto dentro le scuole, che ne rappresentano il nucleo fondante».

Leonardis ha dedicato un pensiero anche agli insegnanti, i protagonisti silenziosi, insieme ai dirigenti scolastici, del progetto: «Spesso il loro lavoro è una vera e propria missione, ma le persone non si accorgono di quanto sia delicato e importante il loro ruolo». La Nuova@Scuola è un progetto proiettato nel futuro, dato che si rivolge ai giovani,ma che non dimentica il passato. Questo il senso del dono, da parte della giornalista Daniela Scano al quotidiano, di due cimeli storici: l’ultima copia della Nuova stampata a piombo, il 4 maggio del 1981, e la prima stampata in formato tabloid, il 5 maggio dello stesso anno.

Sul palco del Comunale sono poi arrivati i rappresentanti dei tanti partner che hanno accompagnato La Nuova, i piccoli redattori e tutti gli studenti in questo anno. «Persone e realtà che ogni giorno si impegnano per costruire una Sardegna migliore – ha ricordato Bedeschi -, il cui contributo è fondamentale per la riuscita di questo progetto». Non sono mancati gli interventi dell’assessora comunale all’Istruzione, Virginia Orunesu, e della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Anna Massenti. Poi, è stata la volta dei saluti: non un addio, ma un arrivederci al prossimo anno.(dav.pi.)

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