La Nuova Sardegna

Verso il voto

Europee, Michele Cossa (Forza Italia): «Votare per avere rappresentatività»

di Andrea Sini
Europee, Michele Cossa (Forza Italia): «Votare per avere rappresentatività»

L’insularità va superata intervenendo su tre livelli istituzionali

27 maggio 2024
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Sassari «È fondamentale che la Sardegna abbia una rappresentanza diretta in Europa. E questo sarà possibile soltanto se i cittadini andranno a votare». Prima ancora delle istanze “di bandiera” legate ai partiti, Michele Cossa rivolge un appello ai sardi in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo dell’8 e 9 giugno. «Quando l’affluenza è stata buona, abbiamo avuto tre parlamentari europei – ricorda –. Nella scorsa tornata elettorale invece la nostra isola è rimasta senza rappresentanza. Ripartiamo da qui».

Sessantaquattro anni, già sindaco di Sestu, militante di lungo corso dei Riformatori, ex deputato ed ex consigliere regionale per tre legislature, sino a poche settimane fa ha presieduto la commissione Insularità in consiglio. «E proprio da qui vorrei partire – dice Cossa, candidato con Forza Italia – perché ora che il principio di insularità è stato inserito nella carta costituzionale, la Sardegna ha un argomento importante da far valere di fronte al governo per vedere garantita la propria rappresentatività in Europa. Sono il primo firmatario di una proposta di legge che il governo non ha mai preso in considerazione. Le cose devono cambiare».

Quali temi sta proponendo agli elettori? «Innanzitutto il fatto che l’Europa, che molti considerano un tema alieno, incide in realtà sul 70% delle dinamiche che ci riguardano. Penso alla continuità territoriale, per la quale l’Europa ha bocciato gli aiuti di Stato; o la politica agricola, nella quale l’Ue governa su tutto, l’energia e tanto altro».

Insularità: come affronterebbe il problema? «Creando un’azione sinergica a tre livelli istituzionali: la Regione deve fare proposte sulla base delle criticità. Al secondo livello, il governo deve essere parte attiva e non può continuare a fare orecchie da mercante: la Spagna spende 181 euro pro capite per collegare le Baleari, la Francia 238 per la Corsica, mentre la Regione, che da noi ha in carico la questione, è in grado di spenderne appena 25. Al terzo livello c’è ovviamente la parte Ue: servono strategie legate a una fiscalità di sviluppo e servono politiche specifiche per le isole, che non possono essere inserite nel calderone della politica di coesione».

Cosa pensa dell’assalto alla Sardegna sulle rinnovabili? «Ci sono indirizzi comunitari che calati a livello nazionale stanno determinando un impatto pesante. La decarbonizzazione va perseguita rapidamente, ma fuori dall’Europa non si stanno adottando politiche simili: quindi vanno bene le energie alternative ma nel rispetto di ambiente e paesaggio, non possiamo accettare danni irreversibili alla nostra terra».


 

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