La Nuova Sardegna

Verso il voto

I candidati sindaci di Sassari: «Una città guida del territorio dove la gente può vivere bene»

di Roberto Sanna
I candidati sindaci di Sassari: «Una città guida del territorio dove la gente può vivere bene»

Alla Camera di commercio il confronto organizzato dalla Fondazione Segni.Tutti d’accordo su un nuovo ospedale: «Ma la scelta deve essere ponderata»

30 maggio 2024
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Sassari «Abbiamo tenuto viva, come è giusto che sia una tradizione cominciata tre legislature fa, quando la Fondazione Segni organizzò un confronto paritario fra i candidati sindaci e, successivamente, anche per le elezioni del rettore. Ed è giusto che a coordinarla sia il direttore della “Nuova Sardegna”, il giornale della nostra città. Ora speriamo che la gente, oltre a venire qui per assistere al confronto, vada poi alle urne». Così Mariotto Segni ha introdotto ieri alla Camera di commercio il confronto elettorale tra i candidati a sindaco, coordinato dal direttore della “Nuova Sardegna” Giacomo Bedeschi. Quattro i candidati presenti: Giuseppe Mascia (Campo largo), Gavino Mariotti (Centrodestra), Nicola Lucchi (Civici), Mariano Brianda (Costituente per Sassari). Non si è invece presentato Giuseppe Palopoli. Cinque domande in tutto, 3’ per rispondere su come Sassari, dal prossimo mese, comincerà a cambiare.


La città fra 30 anni

Brianda: «Stiamo lavorando già da tre anni e non pensando ai prossimi cinque. Lasceremo una città basata sulla democrazia partecipativa unita a quella rappresentativa, dove i cittadini contano e i giovani hanno un ruolo».

Lucchi: «Abbiamo lavorato non per ripetere il risultato del 2019 ma per il futuro. Sassari deve essere una città capace di confrontarsi serenamente sui grandi temi e il punto forte sarà la candidatura a Capitale della Cultura».

Mariotti: «Sassari ha perso il ruolo guida che ha avuto per 40 anni, non siamo più autorevoli. Dovrà ritrovare queste qualità e bisogna confrontarsi con le proiezioni demografiche: l’età media avanza e servirà una città costruita su questi parametri».

Mascia: «Vogliamo formare una classe dirigente capace di guardare avanti. Abbiamo ereditato un modello in crisi, la mia generazione ha ora il compito di costruirne uno nuovo che pensi alle prossime generazioni».

Il calo demografico

Lucchi: «L’immigrazione compensa il saldo negativo nascite-decessi. Sassari ha già il primato per la qualità dei servizi per la fascia di età 0-6, bisogna lavorare sull’accessibilità economica a questi servizi».

Mariotti: «Il calo demografico è un problema di tutto l’Occidente. Quello che può fare il Comune è aprire una serie di tavoli istituzionali per riuscire ad arrivare ad avere una bella città dove si vive bene, capace anche di attrarre la gente».

Mascia: «La città invecchia anche perché i giovani vanno fuori e mettono su famiglia dove riescono a farlo. Servono politiche ad ampio spettro, dialogo con Regione e Stato, politiche familiari e formazione per i giovani».

Brianda: «Un discorso, come altri, che va avanti da 25 anni. Non siamo da meno di Olbia, che però ha la popolazione in crescita. Pensiamo a far vivere bene gli anziani e dare dignità ai giovani creando occasioni di lavoro».

Rigenerazione urbana nel centro storico

Mariotti: «Non si può prescindere da un ufficio che si occupi dei progetti e del reperimento delle risorse. Poi le azioni: cambio del senso di marcia in viale Italia, agevolazioni finanziarie per chi opera al centro storico».

Mascia: «Faremo un’agenzia per il centro storico servono strumenti: il piano delle Conce, del centro ottocentesco, il piano dei ruderi, un piano del commercio. E poi aree mercatali, agevolazioni finanziarie e abbattere i costi dei parcheggi».

Brianda: «Servono provvedimenti rapidi, alcuni sono costosi ma altri no. Il Comune però deve strutturarsi con un manager europeo, un ufficio di pianificazione strategica e una commissione pianificazione».

Lucchi: «In 5 anni abbiamo investito 31 milioni nel centro storico. Fate un giro in città: Turritania, via Torre Tonda, il mercato. E Il piano del commercio noi lo abbiamo fatto, si possono aprire medie superfici di vendita».

La sicurezza nel centro storico

Mascia: «C’è differenza tra come viene percepita la situazione e come è realmente, è un problema che si affronta da più parti. Servono più illuminazione e videosorveglianza ma l’esempio di piazza Tola dimostra quanto serva il ripopolamento».

Brianda: «La gente deve comunque sentirsi sicura. E allora è giusto avere un posto fisso di polizia e la presenza fissa degli agenti della polizia locale. Il ripopolamento è fondamentale per riprendere il controllo sociale».

Lucchi: «Se parliamo di cifre, a Porto Cervo c’è più spaccio di droga. Purtroppo la percezione si fa coi fatti di cronaca. Non basta solo la polizia locale, l’illuminazione è fondamentale. E un lavoro sul sociale».

Mariotti: «Il problema è reale, non di percezione: due mesi fa si sparava ad altezza d’uomo. Non servono però gli interventi spot ma una grossa operazione su vari fronti. Noi partiremo da piazza Università».

Il nuovo ospedale

Lucchi: «Va bene realizzarlo, ma con una localizzazione che sia condivisa da tutti gli enti interessati e competenti. E soprattutto, che garantisca l’accessibilità agli utenti provenienti da tutto il territorio».

Mariotti: «Questa è la battaglia delle battaglie, noi abbiamo i binari che dividono i vari reparti. Serve un’area di trenta ettari e i dipartimenti universitari dovranno essere localizzati dentro l’area medica»

Mascia: «Dobbiamo essere consapevoli che serviranno almeno 15 anni. Quindi va bene farlo ma nel frattempo bisogna preoccuparsi del riordino dell’esistente».

Brianda: «Lo dobbiamo pretendere e ancdhe realizzarlo bene, coinvolgendo però i cittadini nella scelta dell’area. Ricordiamoci però che la sanità non è solo un ospedale e ci sono tante altre questioni da affrontare».

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