La Nuova Sardegna

Il viaggio nei territori

A Siniscola un tesoro d’acqua inesplorato nel bacino del Monte Albo

di Sergio Secci

	Il monte Albo, nel Nuorese
Il monte Albo, nel Nuorese

Tante sorgenti che non sono state canalizzate verso la città

05 giugno 2024
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Siniscola Su Cantaru-Luittu, Grassianu, Ususule, S’Ulidone, S’Ulidone e susu, Su tassu, Sa Mela, Ischiriddé, solo per restare nel massiccio del Montalbo poi Unnichedda, Sa Teula con decine di altri toponimi che vanno ad indicare le tantissime fonti d’acqua un tempo copiose nel vasto territorio di Siniscola. Tante sorgenti che si sono purtroppo disseccate dopo il disastroso incendio che nei primi anni ottanta ha devastato Su Sartu comunale ma nei ventimila ettari del territorio comunale molte danno acqua di buona qualità che però non vengono convogliate per scopi potabili in città.

Dopo la chiusura da tempo della fontanella nella chiesa delle Grazie, sono rimasti in città solo quattro siti, tre vengono approvvigionati dalla fonte potabilizzata di Frunch’e Oche (San Giuseppe, Sant’Efisio e campo sportivo e una di fonte sorgiva (Sa Dicat). Non esiste invece una rete di raccolta che porti l’acqua sorgiva delle fonti del Montalbo in città e per fruire delle fonti: bisogna inerpicarsi per la montagna con strade spesso dissestate o ripristinate da comitati come quella che porta alla Chiesa della madonna della Saluta e alla fonte di Luittu Ususule.

Percorrendo la provinciale per Lodè, la prima fontana raggiungibile è quella di Su Cantaru che l’amministrazione comunale dovrebbe ripristinare a breve. Dopo alcuni chilometri troviamo la pista che conduce a Grassianu. Ancora più su, a poche decine di metri dalla provinciale la fonte di Su Lidone mentre per arrivare a Sa Mela, bisogna aggirare la frazione montana di Sant’Anna (Lodè) e proseguire per Lula. L’area di Luittu era celebre per la salubrità dell’aria e dell’acqua sorgiva che gli abitanti raggiungevano per curare le febbri malariche della pianura, per arrivare alla sorgente di Su Tassu ci si deve inerpicare verso la cima di Punta Cupetti che sovrasta l’abitato di Siniscola a 1029 metri di quota. A causa della siccità che da mesi affligge la Baronia, quasi tutte le sorgenti del Montalbo danno solo un filo d’acqua e occorre una lunga attesa per fare provvista. Poca acqua o addirittura in certi giorni nulla a Sa Dicat la fonte più facilmente raggiungibile alla periferia della cittadina.

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