La Nuova Sardegna

La svolta

Regione nel network aeroporti, sindacati favorevoli: «È la mossa che auspicavamo»

di Andrea Sini
Regione nel network aeroporti, sindacati favorevoli: «È la mossa che auspicavamo»

Filt Cgil e Uiltrasporti: «La Regione sia garante della gestione», occorre «confermare i posti di lavoro»

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Sassari «Finalmente una novità positiva nella direzione che auspicavamo». E ancora: «Bisogna garantire i livelli occupazionali e una maggiore competitività della società di gestione».

I sindacati aprono e rilanciano: la partita della fusione dei tre aeroporti isolani può essere una grande opportunità per tutta la Sardegna, ma a certe condizioni. Perché la priorità, viene ribadito in vari termini, resta garantire la mobilità dei sardi.

«Quanto emerge dalla Camera di Commercio di Cagliari e Oristano in merito alla fusione dei tre aeroporti sardi è una buona notizia – sottolinea Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil Sardegna –. Finalmente una novità positiva, tra l’altro nella direzione auspicata da anni da questa segreteria. È almeno da 15 anni che ci battiamo per una regia unica dei tre aeroporti e perché la stessa Regione, così come le istituzioni locali, ritornino ad essere attori protagonisti di questo importante cambiamento».

Boeddu va oltre, sottolineando la necessità di andare oltre a prese di posizione puramente di principio ma prive di ragionamenti propedeutici. «Adesso, prima che sia troppo tardi – ribadisce –, è arrivato il momento di mettere a fattore comune le esigenze di tutti i portatori di interesse e fare in maniera che tutti e tre gli scali abbiano la possibilità di sviluppare ed accrescere il network, garantendo una possibilità di crescita sociale ed economica diffusa e non solo localizzata in alcune parti dell’isola. A mio avviso le esperienze fatte in Puglia e Reggio Calabria proprio in questo settore, dovrebbero essere studiate per migliorare quanto di buono creato ed evitare errori già commessi. Per questi motivi – conclude il numero uno della Cgil Trasporti della Sardegna – né la Regione, né in senso più ampio le istituzioni a tutti i livelli, possono accontentarsi di un posto nel CdA: è necessario infatti pretendere un ruolo attivo all’interno dell’ente di gestione per il bene dell’intera Sardegna».

La volontà della Regione di entrare nella Holding di gestione dei tre aeroporti sardi, con la relativa fusione degli scali, trova il plauso anche di Uiltrasporti. «Il piano industriale – sottolinea la segretaria regionale Elisabetta Manca – dovrà essere volto al mantenimento del livello occupazionali e all’applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento del trasporto aereo. Come Uiltrasporti abbiamo sempre dichiarato che nella creazione di una Holding della gestione dei tre aeroporti sardi l’ente che deve rappresentare la parte pubblica deve essere la Regione Sardegna, anche a garanzia di una gestione imparziale di tre scali che hanno specificità ben differenti».

Una volta che la Regione Sardegna sarà effettivamente nella partita, serviranno alcuni accorgimenti: «È necessario coinvolgere i sindacati nel processo che porterà l’integrazione dei tre aeroporti – ribadisce la sindacalista – allo scopo di conoscere il piano industriale che dovrà garantire gli attuali livelli occupazionali e contestualmente fare riferimento al contratto nazionale per i lavoratori. Il processo di fusione di tre scali sardi – conclude Elisabetta Manca – qualora fosse portato avanti, dovrà garantire una maggiore competitività alle società di gestione, anche nella crescita del network dei tre singoli aeroporti, aiutando inoltre lo scalo che in questo momento è maggiore difficoltà tra i tre». Ovvero il Riviera del Corallo.


 

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