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Teresa Ciabatti: «Quella di Michela Murgia è stata una rivoluzione, il mondo di oggi le deve tanto»

Teresa Ciabatti: «Quella di Michela Murgia è stata una rivoluzione, il mondo di oggi le deve tanto»

«Credo proprio che non ci sarà una erede di Murgia. Perché aveva una tale intelligenza, una cultura, un talento, e tutto messo insieme. Però lei ci ha dato degli strumenti»

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Il giorno della scomparsa di Michela Murgia, Teresa Ciabatti ha pubblicato su Instagram una foto della scrittrice, giovane, sorridente, accompagnata da una sola parola a fare da didascalia. «Michela». In questo anno le istantanee sono state tante, i momenti insieme, le copertine dei libri. Ciabatti, autrice anche lei e tra le penne più interessanti del panorama italiano, ricorda prima di tutto Murgia come la grande amica che era.

Teresa Ciabatti ha la voce rotta adesso, un anno dopo. Perché un conto è portare nel cuore una persona cara, sentirne la presenza costante, portarla dietro nei discorsi tra amici in comune, cercare di far rivivere ancora certi insegnamenti. Un’altra cosa, decisamente un’altra cosa, è accendere il microfono e ricordare pubblicamente. Per questo motivo la scrittrice di “Adelmo, torna da me” e “La più amata”, due tra i tanti titoli, all’inizio si nega. «Non credo sia giusto che a ricordarla siano solo le solite persone, noi che le eravamo vicine». No, è vero. Teresa Ciabatti e la scrittrice e conduttrice Chiara Valerio avevano un rapporto intenso che traspariva anche all’esterno. Con l’autrice, attivista, intellettuale di Cabras erano un trio affiatato e unito.

Però è giusto che chi la conosceva bene continui ora a trasmettere il suo messaggio. Ed è per questo che Ciabatti si lascia andare a un breve commento. Sentito, emozionato, nostalgico.

«Credo proprio che non ci sarà una erede di Murgia – sostiene –. Perché aveva una tale intelligenza, una cultura, un talento... e tutto messo insieme. Qualcosa che difficilmente credo possa essere ripetibile. Però lei ci ha dato degli strumenti, che sono prima di tutto il fatto di doversi prendere il proprio spazio. Per le donne, il non stare zitte. E sono strumenti utili a tutti e a tutte».

Il passaggio di Michela Murgia, dagli occhi di Teresa Ciabatti è visto come «una rivoluzione». Per la forza, per l’impatto e anche per gli echi lasciati nel tempo. Ora è un tempo breve, certo, è un anno volato via, ma l’esempio di Murgia aleggia in molti ambiti e in molti dibattiti. «Una rivoluzione sul piano letterario, culturale, anche politico. E poi ha cambiato le pagine dei quotidiani». Qui, Ciabatti ricorda una storia particolare, emblematica dell’impronta di Murgia. «C’è stato un periodo dove su Twitter ogni giorno pubblicava le foto di alcuni giornali e cerchiando in blu le firme. Era per dire che erano tutte firme di giornalisti maschi. C’è voluto un anno, ma di fatto le prime pagine sono cambiate. Ci hanno messo un po’ ma i direttori hanno capito. Forse anche perché temevano il giorno dopo di ritrovarsi il commento, puntuale».

«Questo mondo di oggi deve tantissimo a Michela Murgia», conclude Ciabatti. Ne è convinta. Così come però è anche convinta che «lei fino all’ultimo era ancora insoddisfatta del presente».

Il ricordo della scrittrice termina qui, perché «poi a livello personale è difficile parlare. È un discorso molto intimo e privato». E in questo caso sì, è giusto tenerlo per sé, custodito nel cuore e con tutta l’intimità del caso. Non sarebbe giusto divulgarlo. «Quella che vale, è la Michela Murgia che è di tutti. Che resterà». (p.ard.)

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