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Decadenza Todde, presentato il ricorso contro la sentenza del tribunale

di Giuseppe Centore
Decadenza Todde, presentato il ricorso contro la sentenza del tribunale

Secondo i difensori della presidente della Regione ci sono otto motivi di censura

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Cagliari  È stato depositato oggi, 26 giugno, alla cancelleria della Corte d’Appello di Cagliari, l’atto di citazione in appello del collegio dei difensori della presidente Alessandra Todde contro la sentenza del tribunale civile di Cagliari del 22 maggio. Questa sentenza respingeva il ricorso dei legali della Todde contro l’ordinanza/ingiunzione del collegio regionale di garanzia che trasmetteva gli atti al Consiglio Regionale per la decadenza della Todde dalla carica di presidente.

Il pool originario dei legali della Todde, lo studio Ballero, e gli avvocati Giuseppe Macciotta e Priamo Siotto, si è esteso ad altri due legali, della penisola. Si tratta di Francesco Cardarelli, componente del consiglio di presidenza della Corte dei Conti e avvocato di fiducia del M5S, e di Gianluigi Pellegrino, esperto di diritto pubblico e amministrativo. È probabile che l’atto di citazione, 67 pagine, sia frutto di un lavoro organico ma distinto del pool dei legali.

La citazione rimanda le parti interessate (collegio regionale di garanzia, ministero della giustizia e pubblico ministero) all’udienza che si terrà il prossimo 6 ottobre, con l’invito a costituirsi almeno 20 giorni prima. Sino a quella data, dunque non ci sarà alcuna udienza, anche se non è esclusa una estensione del termine, a seconda del calendario della Corte, che nei prossimi giorni dovrà comunque indicare il presidente del collegio e il consigliere istruttore.

L’atto attacca da più parti la sentenza del Tribunale, contestandone alla radice, metodo, fonti, articolazione e decisioni finali. Non mancano espressioni forti sulla sentenza, che viene contestata in pratica da cinque angolazioni diverse. Tra queste la critica al perimetro dell’attività del tribunale, che avrebbe rifatto, per parti peraltro non coerenti, l’istruttoria del collegio di garanzia, andando oltre i suoi poteri, indebitamente sostituendosi al collegio (concetto che ricorre spesso) e introducendo nuove violazioni neppure presenti nell’ordinanza originaria. Altro elemento di contestazione riguarda l’elemento della sentenza che parla di «omessa rendicontazione».

Secondo il collegio difensivo il rendiconto invece è stato presentato, come ammette lo stesso collegio di garanzia, al punto che il collegio non ha provveduto a inviare alla Todde alcuna formale e giuridicamente valida diffida per avere un nuovo rendiconto. Sembrerebbero sottigliezze giuridiche, ma sono il cuore della contestazione della setnenza del Tribunale, supportata anche da alcune sentenze di Cassazione e Corte Costituzionale. Analoghi elementi di contestazione, sul ruolo, la figura e la definizione del Comitato elettorale a un partito o no, e sul ruolo della presidente della Regione, per quanto riguarda l’applicazione delle leggi, nazionali e regionali, sulla disciplina delle campagne elettorali.

Da ultimo il ruolo stesso del Collegio di regionale di garanzia, secondo i difensori della Todde, organo statale. La sentenza dei giudici di primo grado ritiene il collegio organo regionale, e per questo motivo ha estromesso il ministero di Giustizia dal processo. Anche solo questo elemento sarebbe sufficiente a far decadere l’intero impianto della sentenza, secondo i legali, che conterrebbe diversi elementi di debolezza, anche nel rapporto tra leggi regionali e statali e sul ruolo della legge statutaria. Ieri sera infine la giunta ha deliberato il ricorso alla Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni tra Stato e Regione proprio per la parte della sentenza del tribunale che si rivolge al consiglio regionale e lo invita ad «assumere le sue determinazioni sulla decadenza tenendo fermo quanto accertato in questa sede». Questa frase, e l’intera costruzione della sentenza, è uno dei punti centrali del ricorso alla Consulta, che sposterà l’udienza del 9 luglio all’autunno, unificando il primo e il secondo ricorso del Consiglio. Ottobre, quindi, sarà un mese importante, per quanto non decisivo, su questa vicenda.

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