Da Cenerentola a regina, la favola del Campanedda
Il sogno nato dopo uno spuntino è diventato una realtà del calcio regionale
Sassari È come Davide che sfida tanti Golia, come Cenerentola al gran ballo del re. Solo che nessuno dei due aveva alle spalle una tifoseria organizzata, “I Fizzos de Sa Nurra”, e una borgata di poche centinaia di agguerritissime anime che ogni domenica sogna in grande guardando un campo di calcio.
Quella del Campanedda, oggi diventata “la terza squadra di Sassari dopo Torres e Latte Dolce”, afferma con orgoglio il direttore sportivo Gavino Zirattu, è una favola moderna destinata a divenire realtà tra qualche settimana, al fischio d’inizio della prima giornata del campionato di Promozione. In nove anni la squadra rossoblù ha compiuto un salto triplo partendo dalla Seconda Categoria; ora si presenta ai nastri di partenza con l’obiettivo di salvarsi ma con il sogno di arrampicarsi il più in alto possibile in classifica. Il minimo per una società che ha compiuto uno sforzo notevole, non avendo alle spalle patron munifici o le risorse di una grande città. Campanedda è una borgata della Nurra di poco più di mille abitanti, parte del Comune di Sassari ma più vicina a Porto Torres, nata negli anni ’50 dopo la riforma agraria del secondo dopoguerra. Oggi l’economia è ancora legata alle produzioni agricole e all’allevamento, ma non mancano agriturismo e ristoranti che danno un po’ di brio.
La riscossa «Nove anni fa c'era una certa apatia verso la squadra. Era in seconda categoria e i dirigenti storici stavano un po' mollando – racconta Gavino Zirattu –. Proposi di fare uno spuntino tra amici per rilanciare il progetto: «Bisogna fare la squadra – dissi – se in una borgata manca la squadra di calcio non rimane niente. Le borgate vengono dimenticate». L’attuale direttore sportivo pensò di coinvolgere Danilo Piredda, calciatore dagli ottimi trascorsi, offrendogli la guida tecnica della squadra , prospettandogli l’idea di raggiungere la promozione in “Prima “ e di ristrutturare il campo sportivo dotandolo di un manto in erba sintetica. Il tempo ha dato ragione a Zirattu, ma per centrare l’ulteriore step la società è dovuta crescere ancora. Ora la presidenza è di Antonio Nonna, i dirigenti sono una ventina, tutti locali, metà donne, che si quotano ogni mese e sono alla costante ricerca di sponsor. Gli introiti del botteghino, ogni gara interna registra il tutto esaurito con trecento spettatori di media, sommati a quelli del bar aiutano a sostenere la squadra.
La rosa Per centrare la permanenza in Promozione la società ha confermato integralmente lo staff che ha ottenuto il salto di categoria, con il giovane allenatore Antonio Cocco, il suo vice Fabrizio Serra e l'allenatore dei portieri Giuseppe Acaccia. Poi ci sono il collaboratore del mister, Pietro Appicela, il preparatore atletico Francesco Cossu, e i dirigenti Sandro Cubeddu e Danilo Piredda, collante tra società e squadra. Per non lasciare nulla la caso, la rosa è stata integrata con dieci acquisti. Nella Nurra sono arrivati il portiere classe 2007 Samuele Rais, i difensori Giovanni Luppu (2006), Julian Scigliano e Massimo Pistidda (2008), l'esterno Cristiano Latte, i centrocampisti Ivan Gamarra, Mirko Delrio e Barzaghi Tucu Pereira, gli attaccanti Alessandro Bitti e il 2007 Nicolò Trenta. Spicca la colonia argentina cui si è aggiunto un innesto brasiliano. Tutti i giocatori, tranne gli stranieri, che comunque sono in cerca di un posto, sono lavoratori o studenti: ci sono baristi, operai, piccoli imprenditori.
Il futuro Adesso si sta prestando grande attenzione allo sviluppo del settore giovanile, in cui sono coinvolti ragazzi delle varie borgate della Nurra e dei centri vicini, con la speranza di farne in un futuro non troppo lontano il serbatoio della prima squadra. Fattore non trascurabile, ovviamente, è il ruolo sociale svolto dalla squadra per la borgata. Ha unito giovani e anziani del territorio, e i ragazzi locali mostrano il senso di appartenenza avendo fondato un gruppo di tifosi organizzato pronto a seguire il Campanedda anche in trasferta.
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