La Nuova Sardegna

Mare Blu
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Maria Sole Bianco: «Il mare è il nostro futuro, dobbiamo proteggerlo»

di Rachele Falchi
Maria Sole Bianco: «Il mare è il nostro futuro, dobbiamo proteggerlo»

Biologa marina, divulgatrice, presidente di Worldrise: «Il Mediterraneo è uno scrigno di biodiversità, per tutelarle serve impegno collettivo»

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Un mare straordinario, ricco di vita e cultura, ma allo stesso tempo fragile e minacciato. È così che Maria Sole Bianco, biologa marina e divulgatrice, racconta il Mediterraneo. Dopo gli studi specialistici in Australia sulla gestione delle aree marine protette, Bianco ha deciso di tornare in Italia per dedicarsi alla difesa del mare che più di ogni altro sente come casa: il nostro Mediterraneo. Oggi è la presidente e cofondatrice di Worldrise, associazione che lavora per sensibilizzare, educare e formare nuove generazioni di custodi del patrimonio blu. L’abbiamo incontrata per parlare di Sardegna, cambiamento climatico, Aree Marine Protette e dei progetti più innovativi che portano il mare al centro della vita quotidiana.

Qual è oggi lo stato del Mediterraneo e del mare sardo?

«Il Mediterraneo è un mare straordinario: ospita oltre 17.000 specie che lo rendono uno degli hotspot di biodiversità più importanti al mondo. Ma purtroppo è anche uno dei più sovrasfruttati e vulnerabili. Tra il 1982 e il 2023 la temperatura media annua delle sue acque è aumentata di circa 1,7 °C, un dato quasi doppio rispetto alla media globale degli oceani. In Sardegna stiamo già vedendo segnali molto preoccupanti. Nell’estate del 2024, ad esempio, l’Isola dell’Asinara ha registrato 14 ondate di calore marine, con temperature anomale fino a +1,9 °C rispetto alla media, che hanno raggiunto i 40 metri di profondità, causando impatti significativi sugli ecosistemi e sulla loro biodiversità. Questo ci dimostra quanto sia urgente agire per proteggere il nostro mare».

Perché è urgente un risveglio culturale verso il mare?

«Con Worldrise stiamo lavorando proprio in questo senso, stimolando un cambiamento culturale e sistemico attraverso conoscenza, consapevolezza ed esperienza diretta. Abbiamo bisogno di diventare una società capace di considerare il mare non solo come una meta per le vacanze estive, ma per ciò che è davvero: la linfa vitale del nostro pianeta. Dalla sua salute dipende la nostra. Se non avviamo questo risveglio, rischiamo di compromettere il nostro futuro».

Qual è la reale situazione delle Aree Marine Protette?

«Le AMP sono la vera medicina del mare: non sono semplicemente scrigni di biodiversità, ma se ben gestite diventano volano di sviluppo socio-economico. Oggi, secondo i dati di Protected Planet, in Italia circa il 10% delle nostre acque risulta formalmente protetto. Ma il dato allarmante è che solo lo 0,06% ha una gestione realmente efficace. Questo ci dice che non dobbiamo lavorare soltanto sulla quantità, ma soprattutto sulla qualità della protezione. Un esempio eloquente è quello di Port Cros, in Francia: per ogni euro investito nell’AMP, se ne generano 92 di ritorno economico per la comunità».

Quali progetti di Worldrise hanno dato più risultati, soprattutto in Sardegna?

«Un progetto a cui tengo molto è Seaty, realizzato da Worldrise con il supporto di Fastweb+Vodafone, per creare Aree di Conservazione ed Educazione Marina Locale che proteggano tratti di costa di particolare valore naturalistico e al contempo coinvolgano cittadini e turisti in esperienze di conoscenza e tutela del mare. I Seaty sono vere e proprie “città marine”, in cui la balneazione è consentita tutto l’anno in completa sicurezza. Ogni giorno residenti e visitatori possono partecipare ad esperienze gratuite che uniscono educazione, natura e comunità: snorkeling con biologi marini, sessioni di yoga al tramonto, biopasseggiate, laboratori per bambini, pulizie della spiaggia ed eventi di (ri)connessione con il mare attraverso musica, arte e divulgazione scientifica».

Il progetto è attivo anche in Sardegna?

«Si, nell’isola è operativo a Golfo Aranci, il primo inaugurato in Italia nel 2022, e all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone. Nei primi due mesi dell’estate 2025, oltre 2.500 persone hanno preso parte alle attività gratuite dei Seaty di Sardegna e Sicilia, imparando a conoscere e proteggere il mare. Numeri che si sommano ai risultati delle stagioni precedenti, con più di 5.000 partecipanti alle uscite in snorkeling, 140 ore di monitoraggio biologico e oltre 95 specie marine censite solo a Golfo Aranci, che è stato inoltre insignito del prestigioso riconoscimento Travellers’ Choice Award 2024 della nota piattaforma TripAdvisor, che lo ha inserito tra il migliore 10% di attrazioni turistiche al mondo. Seaty è un modello innovativo che unisce educazione ambientale, ricerca scientifica e turismo sostenibile, rafforzando la tutela del Mediterraneo e il legame tra comunità e mare».

Che esperienza offre il vostro Campus AMP in Sardegna?

«Il Campus AMP è un percorso formativo che offre a giovani universitari e neolaureati la possibilità di vivere sei giorni all’interno di un’Area Marina Protetta (AMP), tra lezioni teoriche e attività pratiche sul campo. È un’occasione unica per acquisire competenze professionali e pratiche sulla gestione efficace delle AMP. In Sardegna lo realizziamo nell’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo, ed è sempre un’esperienza straordinaria: i ragazzi non solo imparano, ma diventano veri e propri custodi del mare, portando con sé nuove conoscenze pratiche che saranno fondamentali nel loro futuro lavorativo».

Quali sono i prossimi appuntamenti in programma?

«La terza edizione del Campus AMP, che ha all’attivo quasi 80 borse di studio erogate, prosegue nel 2025 con due appuntamenti a Tavolara, dal 15 al 20 settembre e dal 22 al 27 settembre, coinvolgendo anche la comunità locale con appuntamenti divulgativi serali. È un’esperienza di formazione davvero unica, che rafforza il legame tra giovani, comunità e Aree Marine Protette come laboratori a cielo aperto per la tutela del nostro mare».

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