Gli studiosi dell’Imc super specialisti della Blue economy
Il Centro Marino internazionale a Torregrande è una costola di Sardegna Ricerche e del Cnr
Non solo colori cristallini da ammirare tra un tuffo e l’altro. Lo sguardo verso il mare cambia a seconda del modo di osservazione e, se si è uno scienziato o un ricercatore, lo sguardo non sarà mai uguale a quello di chi tra le onde ci si immerge solo per un rinfrescante bagno estivo. L’occhio di un esperto scorge immediatamente altri particolari e collega la bellezza al suo lavoro. Ormai il mare non è più solo quello solcato da barche e navi o quello degli accaldati bagnanti estivi. È un punto di riferimento anche per la vita sulla terra da cui non può essere considerato come un elemento naturale separato. Non è un caso se nell’ultimo trentennio un po’ ovunque sono nati dei veri e propri poli di studio, di salvaguardia e di ricerca sul mare, diventati pian piano punti di riferimento anche per l’economia. Uno di questi è la Fondazione Imc-Centro Marino Internazionale di Torregrande. Nata su forti pressioni del Comune di Oristano sul finire degli anni ’90 del secolo scorso, è un organismo di ricerca partecipato da Sardegna Ricerche e dal Centro nazionale per la ricerca ed qui, nella sede con vista sul golfo di Oristano e su una delle ultime propaggini dello stagno di Mar ’e pontis di Cabras, che quotidianamente si studia il mare, tutto ciò che ci vive e tutto ciò che con esso interagisce.
Presieduta dal biologo Augusto Navone (per anni direttore dell’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, esperto nella gestione e salvaguardia delle aree marine e costiere) e diretta da Paolo Mossone, la Fondazione Imc è un ente specializzato nella ricerca scientifica nel campo della cosiddetta blue economy, quel modello di sviluppo sostenibile che mira a utilizzare le risorse marine e costiere in modo responsabile. Vi lavorano ventidue ricercatori e sei impiegati amministrativi e le sue attività non si limitano quindi alla sola ricerca, ma si estendono anche al campo della gestione sostenibile delle risorse e degli ecosistemi costieri marini e lagunari, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità delle economie marittime e contestualmente salvaguardare la biodiversità, beneficio di cui va poi a godere l’intero territorio. Essendo una costola di Sardegna Ricerche, la Fondazione Imc è una delle varie sedi dislocate sul territorio isolano del parco scientifico e tecnologico della Sardegna, impegnato nel trasferimento di tecnologia alle imprese per lo sviluppo di attività produttive sostenibili. Rispetto ad altri poli di ricerca che hanno i piedi ben piantati sulla terra, ha una missione orientata sul mare. Attraverso la ricerca applicata, contribuisce allo sviluppo sostenibile delle economie marittime, promuove lo sviluppo tecnologico e diffonde l’innovazione tra le imprese del settore con cui sempre più numerose sono le collaborazioni. Oggetto specifico delle attività di ricerca è lo studio degli ambienti e degli organismi marini costieri in relazione agli impatti prodotti dalle attività umane. La ricerca non è certo fine a sé stessa, ma mira a individuare le possibili soluzioni tecnologiche e gestionali per razionalizzare l’utilizzo del mare e delle acque interne e ridurre gli effetti negativi da esso derivanti. Questo obiettivo viene perseguito nell’ambito della pianificazione degli spazi marittimi e della acquacoltura sostenibile.